La manifestazione
Muore in casa a 30 anni ucciso da un malore improvviso
La tragedia nella centralissima piazza 20 Settembre a Montecatini. Inutili i tentativi di rianimare Roberto Fera, ex barman e giocatore di basket da una vita. Il "sabato nero" della Valdinievole
MONTECATINI. Ha gridato per il dolore e si è portato le mani alla testa. Subito la sua compagna si è resa conto che Roberto Fera stava male e ha iniziato a urlare, a chiedere aiuto. Le sue invocazioni, dal piccolo appartamento all’ultimo piano dello stabile al numero 7 di piazza 20 Settembre, sono arrivate fin sotto, sulla strada. Le hanno udite i molti passanti che a quell’ora, intorno alle 9 di sera di sabato 5 agosto, passeggiavano per il centro di Montecatini, e il personale e i clienti del vicino ristorante Corsaro Verde.
È stato avvertito il 118 che ha inviato un’ambulanza arrivata poco dopo dal Soccorso pubblico, che ha sede nella vicina via Manin. Ed è stata inviata anche l’automedica da Pescia. Quando il medico soccorritore è arrivato nell’appartamento, i volontari della Ssp stavano già tentando da diversi minuti di rianimare, con i dispositivi in dotazione, Roberto Fera.
Un ragazzone di 30 anni che ha sempre praticato sport: il basket. Sin da bambino nelle giovanili di Montecatini, tutta la trafila fino agli Juniores. Poi, da grande, iniziato il lavoro come barman in diversi locali della Valdinievole, la passione per la palla a spicchi ha continuato a coltivarla nella Uisp. Un ragazzo atletico, ma stavolta il fisico non ha potuto aiutarlo. E neanche i volontari e il medico rianimatore. Dopo disperati tentativi andati avanti per parecchie decine di minuti, il cuore di Roberto ha cessato di battere definitivamente. È probabile che sia stato un aneurisma cerebrale a strapparlo agli affetti della compagna, dei genitori, dei tantissimi amici che domenica mattina hanno assalito disperati le varie pagine Facebook per testimoniare il loro affetto per “Robbe” e lo straziante dolore per la sua perdita.
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In tanti hanno inviato anche messaggi di vicinanza e cordoglio ai familiari: il padre Vincenzo (anche lui molto conosciuto per la sua attività di commercialista con studio in via Garibaldi), la madre Maria Grazia, il fratello Domenico.
Una vita lavorativa nel mondo dei locali pubblici quella di Roberto, con incarichi in molti bar della Valdinievole. L’ultimo al caffè “Giada” di via Lucchese. Poi, un annetto fa, la svolta: lascia il bancone per un impiego a Zona Market, azienda di Sant’Agostino, a Pistoia, che rifornisce bar e ristoranti di food e beverage.
La vita di Roberto proseguiva tranquilla, con il suo lavoro, la sua ragazza e la sua grande passione per il basket. Ma in un maledetto 5 agosto, un “sabato nero” per Montecatini e la Valdinievole, il suo progetto di vita è stato spezzato all’improvviso. Così come quello di Lorenzo Cellai, appena 21 anni, anche lui di Montecatini, anche lui sportivo ma appassionato di calcio, avvistato poche ore prima all’interno della sua Panda precipitata in una scarpata in zona Macchia Antonini. Senza vita. E sempre nello stesso giorno, nel pomeriggio, le sirene delle ambulanze della Misericordia di Pieve a Nievole gridavano l’ultimo saluto al passaggio della salma, diretta al cimitero, di Fabio Cinelli, volontario di 32 anni anche lui morto all’improvviso, la domenica precedente, per un’embolia polmonare.
Comunità di giovani sconvolte da tragedie che restano inspiegabili per chi le subisce. E così ci si sfoga e ci si stringe gli uni agli altri inviando messaggi, ricordi che ricostruiscono le figure di questi ragazzi normali, accomunati da tanta voglia di vivere. Testimonianze come quella si Leonardo Sensi, della Lega Basket Uisp di Pistoia: “Roberto calcava i nostri campi con le maglie di Audace, Pieve e negli ultimi tempi Estudiantes. Mi permetto a nome di tutti i tesserati della Uisp Pallacanestro Pistoia di porgere le più sentite condoglianze ai suoi amici ma soprattutto ai suoi familiari. R.i.p. Robbe».
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