Il Tirreno

Montecatini

In 565 per 2 posti da impiegato in Comune

di Martina Trivigno
In 565 per 2 posti da impiegato in Comune

Le speranze di giovani e meno giovani per un lavoro sicuro alla preselezione del concorso nella palestra di Monsummano

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MONSUMMANO. Nei loro occhi si legge la speranza. Sanno quanto l’impresa sia difficile e che, alla fine, soltanto due ce la faranno a sedersi dietro quelle scrivanie, in Comune a Monsummano. Si sono iscritti in 565 alla preselezione  del concorso pubblico per due posti di istruttore amministrativo a tempo pieno e indeterminato.

Il più giovane ha soltanto vent’anni, il ciuffo ribelle e l’incoscienza della sua giovinezza; la più anziana del gruppo, invece, di anni ne ha 59 e con lei porta un bagaglio di porte chiuse in faccia e amarezze. Ma, tutti quanti, ancor prima dell’inizio della preselezione – che ammetterà al concorso 50 persone più gli ex aequo – sono lì, davanti alla palestra comunale di via del Carro, a Cintolese. Alcuni candidati camminano avanti e indietro, nervosamente, con le mani in tasca e lo sguardo assente, mentre la mente viaggia lontano. Altri, invece, per scaricare la tensione, fumano una sigaretta dietro l’altra; qualcun altro, infine, si limita a ripassare le nozioni ripetute decine e decine di volte, fino a perdere il conto. Tutti impegnati a rincorrere la (quasi) utopia del posto fisso, alla cui “sacralità” il comico Checco Zalone ha anche dedicato uno dei suoi film di maggior successo, “Quo Vado?”. E ciò che emerge chiaramente, parlando con giovani e meno giovani in fila davanti all’entrata della palestra, è la difficoltà, enorme e sempre in crescita, di trovare un lavoro nel privato. Il pubblico, quindi, diventa sinonimo di speranza, di certezza, con uno stipendio sicuro e il godimento, per i lavoratori, di tutti i diritti.

«Speriamo che vada bene – dice Alissia Biagini, 26 anni, di Monsummano – siamo in tanti e so che spuntarla non sarà facile. Con il Servizio civile regionale in Comune ho acquisito alcune nozioni fondamentali. Ho studiato e, adesso, serve soltanto un pizzico di fortuna».

Anche i fratelli Fabio ed Eva Accardo, 22 e 29 anni, ripongono tante speranze in questa preselezione. «Il posto fisso sarebbe per noi una sicurezza, un nuovo inizio. Siamo molto tesi, ma non perdiamo la speranza».

E poi c’è Lina Caprio, 35 anni, di Pistoia. Di concorsi ne ha tentati più di uno recentemente, anche a Montecarlo di Lucca e Santa Maria a Monte. «È stato difficile trovare il tempo per studiare, lavorando. Ma credo tanto in questa opportunità. Ottenere questo posto in Comune, infatti, sarebbe, per me, motivo di grande soddisfazione e tranquillità».

C’è anche chi, nonostante l’età, è costretto a rimettersi in gioco. Come Giuseppe, 49 anni, di Casalguidi: «Dopo 28 anni, l’azienda per la quale lavoro mi ha fatto un contratto part-time. Dicono che tutto tornerà come prima, ma io non ci credo. Per questo partecipo, anche se non sono più abituato a studiare. È molto difficile alla mia età».

Quando vengono chiamati, ordinatamente, i candidati si dirigono verso la palestra. Dal loro obiettivo li separano 30 test a risposta multipla. Nei loro occhi, la speranza.
 

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