Il Tirreno

Montecatini

In 1.400 chiedono di riaprire la piscina

Tante le firme raccolte dai cittadini della Valdinievole in vista  della presentazione delle offerte di due società di gestione

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PESCIA. Sono oltre 1. 400 le firme raccolte a Pescia per chiedere la riapertura della piscina Marchi.

Ad avere lanciato l’iniziativa, lo scorso mese di giugno, fu il gruppo Facebook “Noi della piscina Marchi”, che da quando è nato si è sempre distinto per la perseveranza nella ricerca di un dialogo con le istituzioni, comunali e soprattutto provinciali, essendo la struttura di proprietà della Provincia. «La Provincia non può disattendere la volontà di così tante persone che da Pescia e dai comuni limitrofi hanno detto basta ad una politica assordante e piazzaiola e ad una burocrazia soffocante – ha sottolineato Cristina Biagi – deve ascoltare le voci di così tante persone che rappresentano anche i tantissimi bambini e ragazzi che per motivi di età non hanno potuto apporre la loro firma. Questa è la dimostrazione di quanto sia forte la speranza di vedere riaprire i cancelli della piscina, nonostante si pensasse che tale necessità fosse passata in secondo piano rispetto ad altre problematiche pesciatine. Noi pretendiamo che le figure della parte politica e dirigenziale della Provincia, responsabili dell’impianto, le ascoltino».

Lo scorso 24 giugno, proprio sulle pagine del Tirreno, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni rassicurava circa la probabile riapertura dell’impianto già da settembre, visto l’interesse manifestato da due società: la Cogis – società cooperativa sportiva dilettantistica pistoiese – e l’Associazione sportiva dilettantistica Nuoto Valdinievole. La prima gestisce attualmente la piscina di Montale, la seconda gestisce l’impianto delle piscine comunali di Monsummano e di quelle intercomunali di Larciano - Lamporecchio. Entro il 27 del mese tali società consegneranno formalmente le loro offerta.

«In più oltre 1.400 cittadini residenti nella provincia chiedono a gran voce che la piscina venga riaperta – ha sottolineato Cristina Biagi – e visto che le suddette società sono ben conosciute ed apprezzate su tutto il territorio, non vogliono vedere sfumare tale opportunità. Siamo ben consapevoli delle difficoltà della Provincia ma siamo convinti che con il buon senso e la volontà di rendere fruibile la piscina, ritenuta da tutti un servizio indispensabile alla città, sia più forte di ogni difficoltà tecnica».

Ricordiamo che si tratterà, ad ogni modo, di un affidamento temporaneo della durata di un anno, rinnovabile una sola volta in attesa di trovare le risorse necessarie alla messa a norma dell’impianto per cui occorrerebbero 840.000 euro. Intanto, la struttura – da tanto tempo inutilizzata – continua ad andare incontro ad un progressivo degrado, tra erbacce e sporcizia.

Maria Salerno

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