Sicurezza
Monsummano si scopre sempre più turistica
Arrampicate, trekking, grotta, terme, natura: la città ora pensa a come valorizzare le sue bellezze
MONSUMMANO. Le arrampicate sulla palestra di roccia, il diving e il relax nella grotta millenaria, le acque termali, le escursioni, il trekking e il Padule di Fucecchio. Poi i musei civici e quelli religiosi, l'enogastronomia, le degustazioni di olio e di vino, i borghi storici di Monsummano Alto e Montevettolini, il golf, le piazze e il paesaggio. Monsummano scopre la sua vocazione turistica e le potenzialità di un territorio dalle diverse facce e opportunità per i visitatori. E vuole crescere: «Il nostro scopo è rendere questi luoghi facilmente fruibili e acquistabili, e far conoscere le attività e gli eventi che vi si svolgono», ha sottolineato Stefano Romagnoli, responsabile del settore turismo della Regione Toscana, durante la presentazione della rivista monografica Naturart tutta dedicata alla città del Giusti. Un appuntamento che si è svolto sull'antico colle di Monsummano, con vista fantastica sulla Valdinievole.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15647893:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15647893:1652362945/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Un'eccellenza tra le eccellenze – ha aggiunto il sindaco Rinaldo Vanni – il manifatturiero è ancora l'elemento trainante, ma da qualche anno il turismo è diventato un settore forte per la nostra città, e vogliamo rafforzarlo». Trasporti (mezzi pubblici e viabilità), comunicazione e internet, creazione di un brand riconosciuto, turismo di nicchia e modello dell'albergo diffuso: sono questi gli aspetti da migliorare e su cui puntare (anche denari) se si vuole fare davvero il salto di qualità in un'area che oggi ospita quattro alberghi (per un totale di 236 posti letto) e 28 strutture extra-alberghiere (per 241 posti letto), tra agriturismi e bed and breakfast.
«Vogliamo evidenziare la bellezza di Monsummano, questo è un territorio che ha tanto da offrire – ha detto l'assessore al turismo Angela Bartoletti – penso ai lanci con il parapendio e alle attività di freeclimbing alle cave, penso alla nostra Basilica e alla sua cripta, alle riserve naturali del Padule, al campo da golf, a Grotta Giusti. Senza dimenticarci dei tanti sentieri escursionistici, degli eventi e delle iniziative che organizziamo».
La città e le sue colline a misura di turismo lento, slow, di benessere, «di mangiare e vivere bene tra la natura e le varie peculiarità del luogo», ha spiegato Lorenzo Gai, professore all'Università di Firenze e tra i responsabili dell'Osservatorio turistico di destinazione promosso dalla Regione, che da un paio d'anni studia la realtà di Monsummano ed evidenzia punti di forza e di debolezza. Quasi tutte parole al miele, adesso serve la volontà per crederci e investire. (lu.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
