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l’assessore si dimette da presidente del cecina 

Falasca si “separa” dalla sua creatura

Falasca si “separa” dalla sua creatura

LARCIANO. Dalla collina di Cecina la vista è suggestiva. Un borgo a 140 metri d’altezza sul versante sud-occidentale del Montalbano, popolato da circa 150 anime. È la terra di Fabrizio Falasca,...

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LARCIANO. Dalla collina di Cecina la vista è suggestiva. Un borgo a 140 metri d’altezza sul versante sud-occidentale del Montalbano, popolato da circa 150 anime. È la terra di Fabrizio Falasca, vicesindaco di Larciano e assessore alla Pubblica istruzione, Servizi sociali, Politiche giovanili. Lì, 22 anni orsono, nacque una società di calcio che rappresentava non solo il paesino alle porte di Larciano ma che metteva avanti a tutto gli ideali di sportività, aggregazione e passione tanto cari a chi l’aveva creata. Così dai buoni propositi di Fabrizio Falasca, Marco Dami ed altri, prese corpo il Cecina 2000, che dagli amatori Csi è arrivata fino alla seconda categoria figc dove milita attualmente. Dopo cinque anni da dirigente, nel 2000, Falasca diventa presidente del club nero arancio, carica che ha mantenuto sino a pochi giorni fa. Ma ora è giunto il tempo di passare il testimone.

È il diretto interessato, commosso fino alle lacrime, a spiegarne i motivi. «È un cambiamento – esordisce – che dovevamo fare l’anno passato. Poi le cose in campionato si stavano complicando per cui mi è sembrato giusto aspettare. Ci siamo salvati ai playout e adesso il mio ruolo istituzionale mi impone moralmente di non aver vincoli di tesseramento con società sportive del comune. È altrettanto vero che la questione dei campi sportivi non è sotto la mia gestione però non voglio in alcun modo dare adito a discorsi su eventuali favoritismi al Cecina».

«Ho provato – prosegue – gran dolore a lasciare l’incarico di presidente di questa grande famiglia che seguirò da qui in avanti da semplice sportivo. Una famiglia unita che mi ha aiutato a superare le vicissitudini e i momenti difficili che capitano ad ogni essere umano. Questa cosa lo percepita nettamente e mi rende molto orgoglioso. Chi è passato da qui, anche per poco tempo è rimasto attaccato ai colori, alla maglia ed al nostro modo di vedere il calcio. Ho visto giovani del posto crescere, maturare e rimanere fieri delle loro origini ed è un’altra scommessa vinta».

Il testimone passa a Roberto Fagni, ex giocatore del Cecina, 48 anni, altra pietra miliare del club.

Roberto Grazzini

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