Sicurezza
Centro di ricerca, la proprietà a un’associazione di Comuni
È la soluzione emersa ieri mattina all’assemblea dei soci. Mentre i licenziamenti vanno avanti ma i due dipendenti potranno tornare come collaboratori esterni tramite una cooperativa
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LARCIANO. Due cose separate: da una parte il Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio, dall’altra la situazione dei due dipendenti. L’assemblea dei soci di ieri mattina ha tracciato la strada. Mentre all’esterno del Centro visite si svolgeva un sit-in silenzioso da parte di alcuni volontari che collaborano nelle attività di gestione della riserva naturale che hanno esposto cartelli e uno striscione con la scritta “Non facciamolo chiudere”.
Ma torniamo alle soluzioni proposte. L’idea è assumere la proprietà dell’ente e delle riserve naturali – ci vorrà un annetto, ma passerà dalla Provincia alla Regione – in forma associata tra i Comuni già persuasi dall’operazione (Monsummano, Montecatini, Buggiano, Pieve a Nievole, Fucecchio e Cerreto Guidi), e tirando dentro anche quelli fuoriusciti e da convincere (Ponte Buggianese, Larciano e Lamporecchio). In modo da evitare la differente destinazione dei beni: il Centro visite di Castelmartini a Larciano, l’osservatorio faunistico e la riserva naturale delle Morette a Ponte Buggianese.
Quanto ai due dipendenti, il licenziamento non viene scongiurato. Diventerà effettivo a metà settembre, ma Enrico Zarri e Alessio Bartolini potrebbero rientrare da collaboratori esterni, come cooperativa o associazione di servizi. Che per mantenersi dovrà partecipare a bandi esterninei settori della ricerca, documentazione e promozione dell’area umida. Così l’esperienza ventennale del Centro (seppur diversa nelle forme) proseguirà più o meno sulla stessa linea.«Sono fiducioso che si possa risolvere tutto», sottolinea il presidente dell’associazione Onlus, Rinaldo Vanni. Che si muove sempre per un obiettivo: far quadrare i conti. «Nonostante i due licenziamenti (gli stipendi a 20 ore settimanali pesano per 45.000 euro l’anno, ndr) il bilancio va verso un rosso di 20.000 euro – spiega – ma contiamo di recuperare questi soldi attraverso un nuovo bando per la ricerca di sponsor privati che finanzino le iniziative (intanto, grazie agli albergatori di Montecatini, sono arrivati circa 5.000 euro, ndr), il progetto di crowdfounding da promuovere sul territorio e il potenziamento delle visite didattiche e delle scuole».
Il contributo una tantum da 30.000 euro concesso dalla Regione (annunciato giovedì dall’assessore toscano all’ambiente Federica Fratoni dopo la riunione della Consulta del Padule) andrà a finanziare un progetto di valorizzazione turistico-naturalistica che «sarà oggetto di un bando pubblico a cui spero parteciperanno i due dipendenti del Centro una volta costituita la cooperativa».
Insomma, di variabili ce ne sono parecchie. Ma le prossime mosse saranno due: un tavolo di confronto con tutti i Comuni rivieraschi e un incontro con i vertici regionali per discutere di riserve naturali e promozione turistica. Lo slogan resta sempre “Non facciamolo chiudere”.
Luca Signorini
Ma torniamo alle soluzioni proposte. L’idea è assumere la proprietà dell’ente e delle riserve naturali – ci vorrà un annetto, ma passerà dalla Provincia alla Regione – in forma associata tra i Comuni già persuasi dall’operazione (Monsummano, Montecatini, Buggiano, Pieve a Nievole, Fucecchio e Cerreto Guidi), e tirando dentro anche quelli fuoriusciti e da convincere (Ponte Buggianese, Larciano e Lamporecchio). In modo da evitare la differente destinazione dei beni: il Centro visite di Castelmartini a Larciano, l’osservatorio faunistico e la riserva naturale delle Morette a Ponte Buggianese.
Quanto ai due dipendenti, il licenziamento non viene scongiurato. Diventerà effettivo a metà settembre, ma Enrico Zarri e Alessio Bartolini potrebbero rientrare da collaboratori esterni, come cooperativa o associazione di servizi. Che per mantenersi dovrà partecipare a bandi esterninei settori della ricerca, documentazione e promozione dell’area umida. Così l’esperienza ventennale del Centro (seppur diversa nelle forme) proseguirà più o meno sulla stessa linea.«Sono fiducioso che si possa risolvere tutto», sottolinea il presidente dell’associazione Onlus, Rinaldo Vanni. Che si muove sempre per un obiettivo: far quadrare i conti. «Nonostante i due licenziamenti (gli stipendi a 20 ore settimanali pesano per 45.000 euro l’anno, ndr) il bilancio va verso un rosso di 20.000 euro – spiega – ma contiamo di recuperare questi soldi attraverso un nuovo bando per la ricerca di sponsor privati che finanzino le iniziative (intanto, grazie agli albergatori di Montecatini, sono arrivati circa 5.000 euro, ndr), il progetto di crowdfounding da promuovere sul territorio e il potenziamento delle visite didattiche e delle scuole».
Il contributo una tantum da 30.000 euro concesso dalla Regione (annunciato giovedì dall’assessore toscano all’ambiente Federica Fratoni dopo la riunione della Consulta del Padule) andrà a finanziare un progetto di valorizzazione turistico-naturalistica che «sarà oggetto di un bando pubblico a cui spero parteciperanno i due dipendenti del Centro una volta costituita la cooperativa».
Insomma, di variabili ce ne sono parecchie. Ma le prossime mosse saranno due: un tavolo di confronto con tutti i Comuni rivieraschi e un incontro con i vertici regionali per discutere di riserve naturali e promozione turistica. Lo slogan resta sempre “Non facciamolo chiudere”.
Luca Signorini
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