La manifestazione
la polemica
Riscossione tributi? Meglio in casa
Lapenna e Baroncini contro la delibera che la affida alla nuova agenzia
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MONTECATINI. Durante il consiglio comunale di martedì è stata approvata la delibera con la quale si delegano le funzioni e attività di riscossione dei tributi e delle sanzioni alla nascente Agenzia delle Entrate - Riscossione. Dal 1° luglio infatti il governo ha previsto l’abolizione di Equitalia, offrendo però la possibilità per i Comuni di decidere se svolgere le funzioni e attività di riscossione internamente oppure delegandole alla nascente agenzia. La delibera ha incassato il voto contrario di Forza Italia e Mi Piace Montecatini. I consiglieri Alberto Lapenna (FI) e Luca Baroncini (Mpm) hanno contestato la scelta dell’amministrazione Bellandi di optare per la delega delle attività di riscossione ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. «Equitalia è stata un’esperienza fallimentare – spiegano – poiché ha impostato la sua attività su una ossessiva ricerca dell’evasione che è diventata una caccia all’uomo senza alcuna pietà. Non si è mai badato alle motivazioni e alla ricerca di una collaborazione col contribuente. Il risultato di questa impostazione è un ente che, in 16 anni dalla sua creazione, su 815 miliardi di euro di ruoli è riuscito ad incassarne 92, cioè solo l’11, 3%, un dato drammatico che ha certificato il fallimento di Equitalia e della sua strategia vessatoria e poliziesca».
«Che fa allora il governo? – proseguono – Si rende conto che Equitalia non è più sostenibile e finge di cambiare tutto, in realtà cambia solo il nome e abolisce Equitalia creando Agenzia delle Entrate – Riscossione che promette di essere esattamente la medesima agenzia vessatoria dei contribuenti. Il Comune aveva la possibilità però stavolta di scegliere e rinunciare ad utilizzare questo nuovo ente e gestire internamente la riscossione: gli uffici comunali sono più vicini ai cittadini, conoscono le situazioni e ci sarebbe stata la possibilità di analizzare i casi in maniera più umana e andando incontro alle esigenze del “debitore in buona fede”, che semplicemente non ce la fa a pagare e vuole soltanto chiedere ad esempio una rateizzazione; si sarebbe potuto promuovere con maggiore forza l’istituto del ravvedimento operoso, ovvero il “fare informazione” anche dopo la scadenza sulle modalità per rimediare prima di incorrere in sanzioni vessatorie, insomma creare un ufficio tributi amico del cittadino e non nemico».
«La riscossione da parte di un soggetto terzo che non sia il Comune – sottolineano Lapenna e Baroncini – non tiene conto infatti di situazioni oggettive in relazione a cittadini che in buona fede o per momentanea indisponibilità finanziaria incorrono nelle fauci di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non solo: non è giusto che se il cittadino ha ragione venga costretto a fare ricorso, spesso più oneroso di quanto viene obbligato a pagare ingiustamente, quando l’amministrazione può adottare provvedimenti di autotutela revocando i propri provvedimenti viziati o illegittimi. Purtroppo la giunta Bellandi, scegliendo la via più comoda, ha perso anche questa occasione».
«Che fa allora il governo? – proseguono – Si rende conto che Equitalia non è più sostenibile e finge di cambiare tutto, in realtà cambia solo il nome e abolisce Equitalia creando Agenzia delle Entrate – Riscossione che promette di essere esattamente la medesima agenzia vessatoria dei contribuenti. Il Comune aveva la possibilità però stavolta di scegliere e rinunciare ad utilizzare questo nuovo ente e gestire internamente la riscossione: gli uffici comunali sono più vicini ai cittadini, conoscono le situazioni e ci sarebbe stata la possibilità di analizzare i casi in maniera più umana e andando incontro alle esigenze del “debitore in buona fede”, che semplicemente non ce la fa a pagare e vuole soltanto chiedere ad esempio una rateizzazione; si sarebbe potuto promuovere con maggiore forza l’istituto del ravvedimento operoso, ovvero il “fare informazione” anche dopo la scadenza sulle modalità per rimediare prima di incorrere in sanzioni vessatorie, insomma creare un ufficio tributi amico del cittadino e non nemico».
«La riscossione da parte di un soggetto terzo che non sia il Comune – sottolineano Lapenna e Baroncini – non tiene conto infatti di situazioni oggettive in relazione a cittadini che in buona fede o per momentanea indisponibilità finanziaria incorrono nelle fauci di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non solo: non è giusto che se il cittadino ha ragione venga costretto a fare ricorso, spesso più oneroso di quanto viene obbligato a pagare ingiustamente, quando l’amministrazione può adottare provvedimenti di autotutela revocando i propri provvedimenti viziati o illegittimi. Purtroppo la giunta Bellandi, scegliendo la via più comoda, ha perso anche questa occasione».
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