Il Tirreno

Montecatini

In 200 alla festa dei cinquantenni

Maria Salerno
I cinquantenni spengono le candeline di auguri sulla torta
◗
I cinquantenni spengono le candeline di auguri sulla torta

Riuscita manifestazione a Castelvecchio. «Siamo testimoni del cambiamento»

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. “Cos’è un cinquantenne? Un trentenne con 20 anni di esperienza”. Questa battuta, campeggiante nero su bianco su uno dei tanti striscioni che decoravano il ristorante “Da Sandrino”, basterebbe da sola a riassumere lo spirito che ha animato, giovedì sera, 20 luglio, la festa dei cinquantenni che si è svolta a Castelvecchio. Musica, balli e tante risate di una generazione – quella nata nel 1967 – che non ha certo l’età per guardare nostalgicamente al passato, né quella per proiettarsi troppo avanti nel futuro, ma cerca di vivere il presente con consapevolezza. Un’idea semplice: fare una festa per salutare gioiosamente il traguardo del mezzo secolo, è riuscita a trasformarsi in un vero e proprio evento, coinvolgendo oltre 200 persone (che per la montagna sono numeri) e andando avanti fino a tarda notte.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15643724:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15643724:1652364514/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«È stato molto bello ritrovare amici con cui uscivi quando avevi 14-15 anni – dice Marco Matteucci, uno degli organizzatori – trascorrere del tempo in allegria e magari trovare anche la maniera di rilanciare il nostro territorio, da sempre bistrattato e dimenticato dalle istituzioni».

La festa dei 50enni potrebbe, dunque, trasformarsi in una sorta di appuntamento fisso, come tanti ce ne sono nelle castella della Valleriana. «Sì, una ricorrenza come le tante sagre paesane – ha replicato Matteucci – perché no? Tutti sono stati contenti di partecipare a questa festa e alla fine non facevamo altro che domandarci: quando lo rifacciamo?». La riunione comunque non ha avuto come finalità solo quella di ritrovarsi in allegria tra un bicchiere di vino e un ballo in una fresca sera d’estate.

[[atex:gelocal:il-tirreno:montecatini:cronaca:1.15643734:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15643734:1652364514/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«La nostra è una generazione che ha vissuto la trasformazione della montagna – prosegue Matteucci – prima, di questi tempi, ti muovevi per i paesi e non sapevi dove lasciare la macchina, tanto erano pieni. Oggi il pienone dura giusto un paio di settimane, d’estate. D’inverno, se resti per strada in panne devi sperare che passi qualcuno o che il cellulare ti consenta di fare una chiamata per chiedere aiuto. Non siamo mai stati una priorità per la politica, ma ultimamente le cose stanno degenerando e allora forse sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche e fare un po’ da noi. C’è la voglia di dare attuazione ad un’idea sulla quale lavoriamo da tempo, se vogliamo fermare lo spopolamento del territorio più di quanto non sia già avvenuto e offrire delle opportunità ai giovani».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web