Sicurezza
Scoppia incendio in cantina, bloccato il centro del paese
Paura a Lamporecchio all’ora di pranzo: le fiamme originate da una moto posteggiata. Traffico deviato per tre ore
2 MINUTI DI LETTURA
LAMPORECCHIO. Una colonna di fumo, che si leva alta verso il cielo; e un terribile odore di bruciato che non lascia spazio a dubbi. Sono passate da poco le 14,20 di e il centro di Lamporecchio è praticamente deserto. Gli uffici e i negozi sono chiusi, qualcuno è a lavoro, mentre qualcun altro cerca di far fronte alla calura estiva stando rintanato in casa, con le tapparelle abbassate. Ma a quell’odore è impossibile sfuggire. Così escono in strada e, spaventati, vedono quello che sta accadendo. E subito danno l’allarme.
I primi ad arrivare sono i carabinieri di Lamporecchio; poi, poco dopo, i vigili del fuoco del distaccamento di Montecatini. Il fuoco si sta propagando a gran velocità e la paura più grande è che si estenda a tutto il palazzo di piazza Quattro Novembre, nel cuore di Lamporecchio, dove si trova lo studio odontoiatrico associato del dottor Ferdinando Cosci, un’agenzia di viaggi e anche il fondo di una pizzeria ormai chiusa. Accanto, poi, abitazioni e attività commerciali.
«Eravamo in casa – raccontano dei vicini – quando abbiamo sentito un forte odore di bruciato. All’inizio non capivamo cosa stesse accadendo, da dove provenisse, così siamo scesi giù. E a quel punto abbiamo capito» . L’incendio ha iniziato a divampare in una vecchia cantina, usata come rimessa, alla base del palazzo. Due uomini dei vigili del fuoco, con gli autorespiratori, si sono introdotti all’interno e hanno individuato l’origine delle fiamme: a scatenarle, infatti, sarebbe stata una moto posteggiata per un guasto all’altezza del serbato. L’intervento di spegnimento ha tenuto impegnati, per circa due ore, le squadre dei vigili del fuoco, finché non è stato del tutto scongiurato il pericolo per l’incolumità pubblica. Ancora al vaglio dei carabinieri le cause dell’incendio che però, secondo i primi accertamenti, non sarebbe di origine dolosa. Resta comunque il grande spavento degli abitanti di piazza Quattro Novembre che hanno visto la propria tranquillità sconvolta da un evento che, per fortuna, non ha causato ferimenti.
Sul luogo sono intervenuti, a supporto, anche la polizia municipale di Lamporecchio e Larciano e due squadre della Vab. L’accesso al centro del paese da via Martiri del Padule è rimasto bloccato per oltre tre ore e il traffico interamente deviato su via Verdi.
Martina Trivigno
I primi ad arrivare sono i carabinieri di Lamporecchio; poi, poco dopo, i vigili del fuoco del distaccamento di Montecatini. Il fuoco si sta propagando a gran velocità e la paura più grande è che si estenda a tutto il palazzo di piazza Quattro Novembre, nel cuore di Lamporecchio, dove si trova lo studio odontoiatrico associato del dottor Ferdinando Cosci, un’agenzia di viaggi e anche il fondo di una pizzeria ormai chiusa. Accanto, poi, abitazioni e attività commerciali.
«Eravamo in casa – raccontano dei vicini – quando abbiamo sentito un forte odore di bruciato. All’inizio non capivamo cosa stesse accadendo, da dove provenisse, così siamo scesi giù. E a quel punto abbiamo capito» . L’incendio ha iniziato a divampare in una vecchia cantina, usata come rimessa, alla base del palazzo. Due uomini dei vigili del fuoco, con gli autorespiratori, si sono introdotti all’interno e hanno individuato l’origine delle fiamme: a scatenarle, infatti, sarebbe stata una moto posteggiata per un guasto all’altezza del serbato. L’intervento di spegnimento ha tenuto impegnati, per circa due ore, le squadre dei vigili del fuoco, finché non è stato del tutto scongiurato il pericolo per l’incolumità pubblica. Ancora al vaglio dei carabinieri le cause dell’incendio che però, secondo i primi accertamenti, non sarebbe di origine dolosa. Resta comunque il grande spavento degli abitanti di piazza Quattro Novembre che hanno visto la propria tranquillità sconvolta da un evento che, per fortuna, non ha causato ferimenti.
Sul luogo sono intervenuti, a supporto, anche la polizia municipale di Lamporecchio e Larciano e due squadre della Vab. L’accesso al centro del paese da via Martiri del Padule è rimasto bloccato per oltre tre ore e il traffico interamente deviato su via Verdi.
Martina Trivigno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
