Il Tirreno

Montecatini

«Cosa mi è mancato? Fare il sindaco»  

di Maria Salerno
Oreste Giurlani il giorno dell'arresto per peculato
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Oreste Giurlani il giorno dell'arresto per peculato

Oreste Giurlani parla e si racconta dopo gli arresti domiciliari. Niente incontro pubblico però: è ancora presto

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PESCIA. Nessun incontro con la cittadinanza, non domani almeno. E la conferenza stampa? Sì, quella sì, ma a tempo debito in un luogo e in una data ancora da stabilire.

È lo stesso Oreste Giurlani a smentire le voci che nelle ultime ore sono circolate dentro e fuori dal web, circa l’organizzazione di un incontro pubblico in piazza del Grano per il prossimo 6 luglio all’ora dell’aperitivo. E non si tratta dell’unica notizia che l’ex sindaco Pd di Pescia ha smentito. Lo abbiamo incontrato, nel tardo pomeriggio di ieri, al circolo Arci di Pietrabuona. Una chiacchierata “informale” sull’ultimo mese da ex primo cittadino, tra arresti domiciliari e ritorno “tra la gente”. Una vicenda umana, prima ancora che giudiziaria e politica.

Giurlani parla a raffica, appare in forma, anche se un po’ dimagrito. Le sue energie, al momento, sono tutte concentrate sulla difesa dalle accuse di peculato, che gli sono valse 26 giorni di arresti domiciliari. Per l’accusa, tra il 2012 e il 2016 si sarebbe indebitamente appropriato di denaro, per la cifra complessiva di 570.000 euro, appartenente alla delegazione toscana dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem Toscana), della quale è stato presidente dal 2005 al 2016. Non entra nel merito della faccenda giudiziaria Giurlani, perché le indagini sono ancora in corso, ma descrive l’esperienza di quei giorni come «estremamente provante», per lui e la sua famiglia.

La cosa che gli è mancata di più? «Fare il sindaco e stare tra la gente. È duro interrompere il rapporto con la comunità». Che sente ancora molto, nonostante tutto. Ma il cambio nome alla pagina istituzionale del sindaco in “Giurlani per Pescia” è – come è stato detto da più parti – il lancio di una ricandidatura a sindaco? Giurlani sorride e ribadisce – come per altro aveva già fatto qualche giorno fa a Fabbriche di Vergemoli – che tutto «è possibile e che niente è escluso». Certo, “Giurlani per Pescia” suona parecchio ambiguo, al di là delle strumentalizzazioni che indubbiamente in questi giorni non sono mancate, si poteva facilmente pensare ad un nuovo progetto politico. Ma “per Pescia” non era assolutamente un claim elettorale, intendeva descrivere piuttosto uno “stato d’animo”. Giurlani non conferma l’esistenza di un progetto politico: nessuna lista civica in costruzione, soprattutto in questo momento in cui i pensieri sono altri. Ma quando non parla di ciò che è accaduto, le parole dell’ex sindaco sono solo per Pescia, di cui avrebbe continuato a fare il sindaco, ma non c’erano le condizioni politiche per ritirare le dimissioni. Ha raccontato di essere stato ad Alberghi quando ha piovuto, lì sono stati fatti dei lavori: «Volevo vedere se si era allagato tutto». Un comportamento da sindaco, anche se non lo è più. Sono molti i cittadini che in questi giorni gli hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà: «Questo mi ha dato la forza di affrontare quanto mi è capitato. E ricordati che il mio motto è sempre Avanti Tutta!».
 

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