La protesta
Col bridge alberghi pieni presenze a quota 15.000
di David Meccoli
Bilancio positivo per l’affluenza prodotta dai Campionati europei Open Il presidente della Lega europea: riportiamo un bel ricordo. E ci sarà un seguito
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MONTECATINI. Oltre 2.700 iscritti alle varie competizioni (e più di 15mila le presenze turistiche nei nostri alberghi) provenienti da 40 nazioni diverse, tra cui India, Cina, Stati Uniti e Australia. Terminano oggi a Mondolandia Village (ex-tiro a volo) i campionati Open di bridge. I giocatori hanno incrociato per quasi due settimane le carte per aggiudicarsi uno degli otto titoli in palio (sette quelli assegnati fino a ieri sera).
Il campo di gara internazionale è estremamente variegato anche per quanto riguarda l’età dei partecipanti: dai 18 anni di Giovanni Donati, il campione di Rimini riconosciuto come l’astro nascente del bridge mondiale, ai quasi 90 di Benito Garozzo, uno dei giocatori più forti di tutti i tempi (è stato recentemente inserito nella Hall of fame), in grado di aggiudicarsi 17 titoli internazionali tra il 1961 e il 1975, quando era un esponente del leggendario Blue Team, e tuttora fra gli avversari più temibili.
A Montecatini sono stati anche presenti i primi tre giocatori del ranking mondiale: Geir Helgemo, Tor Helness e Franck Multon, residenti a Monaco ma provenienti da Norvegia e Francia.
L’evento era organizzato dalla Lega Europea di bridge e dalla Federazione Italiana Gioco Bridge, in collaborazione con il Comune e il supporto del Coni. Il 2017 è peraltro un anno significativo tanto per la Lega Europea che per la Federazione Italiana: l’una celebra il 70° anniversario dalla fondazione, l’altra l’80°.
I giocatori iscritti alle varie gare, come detto, sono stati 2.755 (con un picco di 800 seduti contemporaneamente ai tavoli allestiti a Mondolandia sotto un tendone da 3.500 mq). Il 14 per cento proveniva da Paesi extraeuropei (e di questi il 22 per cento dalla Cina). Questi i titoli assegnati: Russia per la categoria “Squadre miste”; Polonia per “Coppie miste”; Danimarca per “Squadre femminili”; Norvegia per “Squadre Open”; Israele per “Squadre Senior”; Olanda per “Coppie femminili”; Germania per “Coppie Senior” (all’appello manca solo il “Coppie Open”, il cui vincitore si saprà solo oggi).
«Speriamo – dice il sindaco Giuseppe Bellandi – che i tanti amici venuti da tutto il mondo abbiamo apprezzato i nostri sforzi, anche nel risolvere quei problemi che inevitabilmente una manifestazione di questa portata si porta dietro. La città ha ancora una volta dimostrato di essere in grado di reggere manifestazioni di questa importanza. Ora l’obiettivo è continuare la collaborazione con le Federazioni nazionali e internazionali di bridge».
Una collaborazione che auspica anche il presidente della Federazione italiana, Francesco Ferlazzo: «L’esperienza – dice – è stata positiva e la location funzionale, ma per sostenere economicamente un evento mondiale servirebbe un maggior supporto da parte degli sponsor privati”.
Soddisfatto anche il presidente della Lega europea: «Tutti – dice Yves Aubry – porteremo a casa un bel ricordo. E vedrete, ci sarà un seguito».
Il campo di gara internazionale è estremamente variegato anche per quanto riguarda l’età dei partecipanti: dai 18 anni di Giovanni Donati, il campione di Rimini riconosciuto come l’astro nascente del bridge mondiale, ai quasi 90 di Benito Garozzo, uno dei giocatori più forti di tutti i tempi (è stato recentemente inserito nella Hall of fame), in grado di aggiudicarsi 17 titoli internazionali tra il 1961 e il 1975, quando era un esponente del leggendario Blue Team, e tuttora fra gli avversari più temibili.
A Montecatini sono stati anche presenti i primi tre giocatori del ranking mondiale: Geir Helgemo, Tor Helness e Franck Multon, residenti a Monaco ma provenienti da Norvegia e Francia.
L’evento era organizzato dalla Lega Europea di bridge e dalla Federazione Italiana Gioco Bridge, in collaborazione con il Comune e il supporto del Coni. Il 2017 è peraltro un anno significativo tanto per la Lega Europea che per la Federazione Italiana: l’una celebra il 70° anniversario dalla fondazione, l’altra l’80°.
I giocatori iscritti alle varie gare, come detto, sono stati 2.755 (con un picco di 800 seduti contemporaneamente ai tavoli allestiti a Mondolandia sotto un tendone da 3.500 mq). Il 14 per cento proveniva da Paesi extraeuropei (e di questi il 22 per cento dalla Cina). Questi i titoli assegnati: Russia per la categoria “Squadre miste”; Polonia per “Coppie miste”; Danimarca per “Squadre femminili”; Norvegia per “Squadre Open”; Israele per “Squadre Senior”; Olanda per “Coppie femminili”; Germania per “Coppie Senior” (all’appello manca solo il “Coppie Open”, il cui vincitore si saprà solo oggi).
«Speriamo – dice il sindaco Giuseppe Bellandi – che i tanti amici venuti da tutto il mondo abbiamo apprezzato i nostri sforzi, anche nel risolvere quei problemi che inevitabilmente una manifestazione di questa portata si porta dietro. La città ha ancora una volta dimostrato di essere in grado di reggere manifestazioni di questa importanza. Ora l’obiettivo è continuare la collaborazione con le Federazioni nazionali e internazionali di bridge».
Una collaborazione che auspica anche il presidente della Federazione italiana, Francesco Ferlazzo: «L’esperienza – dice – è stata positiva e la location funzionale, ma per sostenere economicamente un evento mondiale servirebbe un maggior supporto da parte degli sponsor privati”.
Soddisfatto anche il presidente della Lega europea: «Tutti – dice Yves Aubry – porteremo a casa un bel ricordo. E vedrete, ci sarà un seguito».
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