La protesta
La casa di riposo era al nero in 5 anni evasi 200.000 euro
di Luca Signorini
Una famiglia di romeni assisteva nove anziani, ricevendo compensi non dichiarati L’attività abusiva andava avanti dal 2012. Gli assistiti erano in buone condizioni
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MONTECATINI. Badanti al nero, che riscuotevano regolarmente i loro compensi mensili dalle famiglie degli anziani assistiti senza rilasciare alcuna fattura. Del tutto invisibili al fisco. Per un'evasione totale di 200.000 euro, oltre 6.000 euro al mese nascosti al fisco. La Guardia di Finanza di Pistoia ha stroncato un'attività ritenuta illegale, che andava avanti dal 2012, in un appartamento a Montecatini.
Quattro cittadini di nazionalità romena, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono stati segnalati all'Agenzia delle entrate e agli enti previdenziali e assistenziali per il recupero delle somme percepite negli anni e mai dichiarate. Svolgevano la loro “professione” in un appartamento non lontano dal centro città, tra la zona Esselunga e l'inizio di corso Roma.
Al momento del blitz delle Fiamme Gialle gli anziani in cura, tutti ultra ottantenni, erano nove. Tutti in buone condizioni, secondo quanto registrato dai finazieri. Non sono perciò state rilevate violazioni dal punto di vista socio-sanitario, e gli assistiti erano in buono stato di salute. Insomma, l’attività di custodia non era svolta in modo scorretto. Ma il tutto era completamente al nero.
Ad insospettire i militari della compagnia di Montecatini i numerosi volantini ritrovati all’interno di vari esercizi commerciali della città, che prospettavano servizi di assistenza per anziani indicando un indirizzo e un numero di cellulare. Sono così scattate le indagini, svolte in autonomia dalla Guardia di Finanza per il contrasto del lavoro sommerso, che hanno portato a individuare l'abitazione di proprietà della famiglia romena.
L’incrocio delle informazioni estrapolate dalle banche dati a disposizione del corpo, oltre agli appositi sopralluoghi, hanno consentito di risalire a un intero nucleo familiare che aveva messo in piedi un vero e proprio business in totale evasione di imposta.
I quattro badanti, infatti, pur redigendo formali contratti di lavoro con i loro assistiti (contratti che riportavano i requisiti minimi e il corrispettivo delle prestazioni offerte, che variava dai 1.500 ai 1.800 euro mensili per ciascun anziano), facevano trasferire la residenza delle persone in cura nella propria abitazione al fine di eludere eventuali controlli, ed effettuando denunce di inizio, variazione o cessazione di lavoro con dati risultati difformi.
Come detto, un’entrata di oltre 6.000 euro mensili che da cinque anni ad oggi era totalmente netta, esentasse. E così sono scattate le denunce. Non è questo un caso isolato in Valdinievole.
Nel febbraio scorso in località Pazzera a Monsummano, infatti, la locale polizia municipale arrivò a sequestrare una struttura abusiva adibita a Residenza sanitaria assistenziale, con 6 anziani ospiti al momento del controllo. Una civile abitazione trasformata in una sorta di ricovero che però non disponeva dei requisiti socio-sanitari e dei permessi necessari. E un caso simile si è verificato anche a Pistoia nel gennaio 2016.
Quattro cittadini di nazionalità romena, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono stati segnalati all'Agenzia delle entrate e agli enti previdenziali e assistenziali per il recupero delle somme percepite negli anni e mai dichiarate. Svolgevano la loro “professione” in un appartamento non lontano dal centro città, tra la zona Esselunga e l'inizio di corso Roma.
Al momento del blitz delle Fiamme Gialle gli anziani in cura, tutti ultra ottantenni, erano nove. Tutti in buone condizioni, secondo quanto registrato dai finazieri. Non sono perciò state rilevate violazioni dal punto di vista socio-sanitario, e gli assistiti erano in buono stato di salute. Insomma, l’attività di custodia non era svolta in modo scorretto. Ma il tutto era completamente al nero.
Ad insospettire i militari della compagnia di Montecatini i numerosi volantini ritrovati all’interno di vari esercizi commerciali della città, che prospettavano servizi di assistenza per anziani indicando un indirizzo e un numero di cellulare. Sono così scattate le indagini, svolte in autonomia dalla Guardia di Finanza per il contrasto del lavoro sommerso, che hanno portato a individuare l'abitazione di proprietà della famiglia romena.
L’incrocio delle informazioni estrapolate dalle banche dati a disposizione del corpo, oltre agli appositi sopralluoghi, hanno consentito di risalire a un intero nucleo familiare che aveva messo in piedi un vero e proprio business in totale evasione di imposta.
I quattro badanti, infatti, pur redigendo formali contratti di lavoro con i loro assistiti (contratti che riportavano i requisiti minimi e il corrispettivo delle prestazioni offerte, che variava dai 1.500 ai 1.800 euro mensili per ciascun anziano), facevano trasferire la residenza delle persone in cura nella propria abitazione al fine di eludere eventuali controlli, ed effettuando denunce di inizio, variazione o cessazione di lavoro con dati risultati difformi.
Come detto, un’entrata di oltre 6.000 euro mensili che da cinque anni ad oggi era totalmente netta, esentasse. E così sono scattate le denunce. Non è questo un caso isolato in Valdinievole.
Nel febbraio scorso in località Pazzera a Monsummano, infatti, la locale polizia municipale arrivò a sequestrare una struttura abusiva adibita a Residenza sanitaria assistenziale, con 6 anziani ospiti al momento del controllo. Una civile abitazione trasformata in una sorta di ricovero che però non disponeva dei requisiti socio-sanitari e dei permessi necessari. E un caso simile si è verificato anche a Pistoia nel gennaio 2016.
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