Sicurezza
Tassa di soggiorno, il Comune batte cassa
di David Meccoli
Montecatini, in arrivo cartelle Equitalia per una novantina di tributi non pagati negli anni 2014 e 2015. Il totale è di quasi 300.000 euro
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MONTECATINI. Mancano quasi 300.000 euro alle casse del Comune per la tassa di soggiorno non versata nel biennio 2014-2015 da alcuni alberghi e strutture di accoglienza cittadine. La cifra raggiunge i 321.000 euro se si sommano anche gli interessi e il recupero delle spese di notifica. E ora l’amministrazione, dopo aver battuto senza riscontro le strade “bonarie”, ha consegnato i ruoli (cioè l’elenco dei crediti) a Equitalia per la riscossione coattiva.
A darne notizia è una determinazione dell’area economica e finanziaria, settore tributi, del Comune, appena pubblicata all’albo pretorio. Nel documento si legge che “i ruoli sono stati resi esecutivi rispettivamente in data 26 aprile e 8 giugno 2017 a norma delle disposizioni legislative vigenti, mediante apposizione del visto da parte del funzionario responsabile dell’area economico finanziaria”.
E “preso atto che i suddetti ruoli sono costituiti da 90 articoli (ovvero le voci di imposta contestate, ndr), per un importo complessivo di 321.179 euro”, determina di “dare atto dell’approvazione dei ruoli ordinari coattivi per imposta di soggiorno relativi agli anni d’imposta 2014/2015”. In particolare, in una tabella inserita nella stessa determina, le voci messe a ruolo sono tre: quella di maggiore entità prende in considerazione sia il 2014 che il 2015 e riguarda un’imposta non versata totale di 237.228 euro che, sommati ai 30.288 euro di interessi e ai 126 euro di spese di notifica fanno un totale di 267.242 euro; il secondo e il terzo punto riguardano invece il solo anno d’imposta 2015 ed evidenziano un mancato gettito di 28.025 e 24.216 euro che, con interessi e spese, diventano rispettivamente 28.734 e 24.803 euro.
Le cifre che, come già accaduto nel recente passato, finiscono a ruolo – secondo quanto dicono da tempo le associazioni degli albergatori – sarebbero calcolate secondo un principio da taluni definito “vuoto per pieno”: ovvero viene preso a riferimento il numero dei letti presenti nella singola struttura e moltiplicato per 365 giorni. In pratica si suppone che l’albergo sia sold out per tutto l’anno.
Per questo, nel corso del procedimento di accertamento, l’imprenditore ha la possibilità di dimostrare, presentando i dati effettivi con i documenti fiscali, le minori entrate a reddito rispetto a quanto contestato. Tale procedimento prevede sempre una sorta di “avviso bonario” da parte dell’amministrazione comunale (nella fattispecie una lettera con il sollecito di pagamento), poi un decreto ingiuntivo e infine il ricorso alla cartella esattoriale di Equitalia. Che può eventualmente prevedere una dilazione nel pagamento, ma è comunque un punto di “non ritorno”.
A darne notizia è una determinazione dell’area economica e finanziaria, settore tributi, del Comune, appena pubblicata all’albo pretorio. Nel documento si legge che “i ruoli sono stati resi esecutivi rispettivamente in data 26 aprile e 8 giugno 2017 a norma delle disposizioni legislative vigenti, mediante apposizione del visto da parte del funzionario responsabile dell’area economico finanziaria”.
E “preso atto che i suddetti ruoli sono costituiti da 90 articoli (ovvero le voci di imposta contestate, ndr), per un importo complessivo di 321.179 euro”, determina di “dare atto dell’approvazione dei ruoli ordinari coattivi per imposta di soggiorno relativi agli anni d’imposta 2014/2015”. In particolare, in una tabella inserita nella stessa determina, le voci messe a ruolo sono tre: quella di maggiore entità prende in considerazione sia il 2014 che il 2015 e riguarda un’imposta non versata totale di 237.228 euro che, sommati ai 30.288 euro di interessi e ai 126 euro di spese di notifica fanno un totale di 267.242 euro; il secondo e il terzo punto riguardano invece il solo anno d’imposta 2015 ed evidenziano un mancato gettito di 28.025 e 24.216 euro che, con interessi e spese, diventano rispettivamente 28.734 e 24.803 euro.
Le cifre che, come già accaduto nel recente passato, finiscono a ruolo – secondo quanto dicono da tempo le associazioni degli albergatori – sarebbero calcolate secondo un principio da taluni definito “vuoto per pieno”: ovvero viene preso a riferimento il numero dei letti presenti nella singola struttura e moltiplicato per 365 giorni. In pratica si suppone che l’albergo sia sold out per tutto l’anno.
Per questo, nel corso del procedimento di accertamento, l’imprenditore ha la possibilità di dimostrare, presentando i dati effettivi con i documenti fiscali, le minori entrate a reddito rispetto a quanto contestato. Tale procedimento prevede sempre una sorta di “avviso bonario” da parte dell’amministrazione comunale (nella fattispecie una lettera con il sollecito di pagamento), poi un decreto ingiuntivo e infine il ricorso alla cartella esattoriale di Equitalia. Che può eventualmente prevedere una dilazione nel pagamento, ma è comunque un punto di “non ritorno”.
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