Attenzione
ferrovia
«Raddoppio senza partecipazione»
Appello all’assessore regionale dal Comitato per il territorio
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PIEVE A NIEVOLE. Il Comitato per il territorio scrive una lettera all’assessore toscano alle Infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, per sollecitarlo a utilizzare la legge regionale sulla partecipazione nel caso specifico del raddoppio ferroviario sul territorio di Pieve a Nievole.
«Con il raddoppio a raso progettato da Rfi tutta la viabilità della Valdinievole verrà occlusa, congestionata, e tutto il progetto presenta una serie di lacune – si legge – Ricordiamo che il progetto del 2010 prevedeva per Pieve un sottopasso viario, che è stato abbandonato per un cavalcaferrovia di cui non è stato presentato ancora alcun progetto. Trattandosi di una nuova opera, non dovrebbe rientrare nella legge regionale sulla partecipazione?».
E ancora: «Le ulteriori opere compensative (una rotonda all’incrocio fra via Colonna e via Milano, un parcheggio in via Giusti, un cavalcavia ciclopedonale tra via Marconi e via Matteotti, ndr) sono marginali e del tutto insufficienti per risolvere il gravoso problema della viabilità, senza dimenticare il nodo del casello – sostiene il Comitato – È sufficiente un unico varco per tutto il Comune di Pieve? Dove transiterà il traffico pesante quando ci sarà solo il nuovo cavalcaferrovia, con il traffico in entrata e uscita del casello autostradale di Montecatini? Ma non doveva essere allontanato dai centri abitati?».
Ed è proprio sulla viabilità che sarà creata per sostituire i passaggi a livello che il Comitato chiede che siano utilizzate forme di informazione e partecipazione «al fine – ribadisce – di garantire il raggiungimento delle migliori soluzioni possibili in conformità con le esigenze di vivibilità urbana e territoriale. I problemi e le difficoltà si superano solo con il confronto e il dialogo». (lu.si.)
«Con il raddoppio a raso progettato da Rfi tutta la viabilità della Valdinievole verrà occlusa, congestionata, e tutto il progetto presenta una serie di lacune – si legge – Ricordiamo che il progetto del 2010 prevedeva per Pieve un sottopasso viario, che è stato abbandonato per un cavalcaferrovia di cui non è stato presentato ancora alcun progetto. Trattandosi di una nuova opera, non dovrebbe rientrare nella legge regionale sulla partecipazione?».
E ancora: «Le ulteriori opere compensative (una rotonda all’incrocio fra via Colonna e via Milano, un parcheggio in via Giusti, un cavalcavia ciclopedonale tra via Marconi e via Matteotti, ndr) sono marginali e del tutto insufficienti per risolvere il gravoso problema della viabilità, senza dimenticare il nodo del casello – sostiene il Comitato – È sufficiente un unico varco per tutto il Comune di Pieve? Dove transiterà il traffico pesante quando ci sarà solo il nuovo cavalcaferrovia, con il traffico in entrata e uscita del casello autostradale di Montecatini? Ma non doveva essere allontanato dai centri abitati?».
Ed è proprio sulla viabilità che sarà creata per sostituire i passaggi a livello che il Comitato chiede che siano utilizzate forme di informazione e partecipazione «al fine – ribadisce – di garantire il raggiungimento delle migliori soluzioni possibili in conformità con le esigenze di vivibilità urbana e territoriale. I problemi e le difficoltà si superano solo con il confronto e il dialogo». (lu.si.)
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