Il Tirreno

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«Bloccati gli esami  per il Ramadan» Le scuole: non è vero 

di Maria Salerno
«Bloccati gli esami  per il Ramadan» Le scuole: non è vero 

Consigliere leghista di Pescia attacca: ingiustizia di Stato Ma il rinvio c’è stato solo per alcuni studenti avventisti

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PESCIA. Un ordine del giorno dedicato all'integrazione dei ragazzi stranieri che frequentano le scuole pesciatine. A farne richiesta al commissario prefettizio, prima della decadenza del consiglio comunale, è il consigliere leghista Oliviero Franceschi. «Mi giunge notizia del blocco degli esami per i ragazzi di alcune scuole pesciatine, a causa della presenza in questi esami di ragazzi musulmani nel periodo di Ramadan - scrive Franceschi - Questo non inficia certo il rispetto per religioni e tradizioni diversi dalla nostra, ma quando sento parlare di integrazione di questi popoli e assisto a leggi che comprimono la libertà dei cittadini italiani per favorire popoli di cui si professa l'integrazione nella nostra civiltà e cultura, mi sembra di non aver capito bene quale sia l'integrazione in atto, e chi si debba integrare. E' integrazione o cos'altro sospendere per un giorno o due gli esami dei ragazzi italiani perché vi sono tra loro alcuni alunni di religione e costumi diversi? Questa è un'ingiustizia di Stato scaturita dalla mente insana di politicanti in caccia di consensi a scapito di un intero popolo che ospita culture e religioni diverse e che nell'ipocrisia di una integrazione tutta da venire adatta ai cittadini italiani i costumi delle culture che vogliono integrare. A quando il burqa per le nostre donne?»

Ma alla base della contestazione c'è un grosso equivoco. Ed è lo stesso Franceschi a rendersi conto di avere scambiato gli studenti di un'altra confessione religiosa per musulmani, con una nota stampa diffusa ieri (ma il testo della richiesta è rimasto uguale).

Cosa è successo davvero? Vista la presenza, in un istituto pesciatino, di alcuni studenti della Chiesa cristiana Avventista del settimo giorno, che ha tra i suoi caratteri distintivi l'osservanza del sabato come giorno di riposo settimanale, la scuola ha optato per una diversa calendarizzazione degli esami, senza che la decisione abbia rappresentato un pregiudizio per alcuno. «Gli esami devono essere svolti entro il 30 giugno – ha dichiarato il dirigente del comprensivo Libero Andreotti, Riccardo Monti - discrezionalmente ogni scuola può scegliere una calendarizzazione alternativa per le più svariate esigenze purché si rispetti quella data limite in perfetta sintonia con le normative vigenti». Lo stesso concetto è stato ribadito dalla dirigente dell'istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, Francesca Giurlani: «Nessuna discriminazione o favoritismo, esistono dei protocolli che consentono alle scuole di sospendere gli esami anche per un giorno o più o di optare per una differente calendarizzazione».

Chissà, se ora il consigliere Franceschi insisterà con la sua richiesta.

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