La manifestazione
Si ritrovano a pranzo settant’anni dopo la licenza elementare - Foto
A Ponte Buggianese furono in 87 a concludere il corso nell’anno scolastico 1946/47, in 61 per vivere l’amarcord
PONTE BUGGIANESE. I bimbi nei mesi invernali si portavano sotto braccia la legna per alimentare una piccola stufa in laterizio. Tutti in piedi quando entrava il maestro. Preghiera del mattino. Poi a capo chino sui tavoloni ai lati della cattedra. Sediole di fortuna, calamaio e pennino, con l'inchiostro che finiva per imbrattare blusotti e grembiuli neri. Tempi di miseria, viottoli al mattino brinati e a mezzogiorno fangosi, l'asfalto era di là da venire. Sulle spalle due tavole con quattro fori rette da una cinghia in cuoio, si stringevano per fissare a sé quei volumi (per chi ce l'aveva) dove i pargoli trovavano notizie di un Mondo lontano, allora ai più sconosciuto.
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Per ricordare arrivano anche dalla Svezia, si dice abbiano fatto fortuna. Un omaccione alto due metri è diventato Corrazziere, accompagnava il terzo presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Nell'anno scolastico 1946/47 a Ponte Buggianese c'erano quattro classi di 5° elementare: due in via Matteotti (dove si trova l'ufficio anagrafe del Comune), una in uno stabile privato nel Vione, l'altra ad Anchione. E proprio in quello stanzone una volta grezzo, a un passo dal Padule e dai suoi canali, oggi c'è il ristorante Il Gattopardo. Lì, ieri, 70 anni dopo il certificato di studio del Corso elementare superiore (l'obbligo scolastico terminava in 3°), a quei ragazzi classe '36 è tornata la luce negli occhi. Compagni di scuola. Canuti, acciaccati, vista debole e voce meno tonante. Ma mai così giovani, così radiosi.
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Alessandro Marchesini, il corrazziere, è scomparso tre anni fa. Ma ci sono Sabatino Martini e Giuliana Moschini, eterno amore, dalla 5° elementare ancora insieme, vita a Milano e appartamento nel Principato di Monaco. Dalla terra scandinava Ildo Seghieri. Sono in tutto 40, una ventina in meno del pranzo organizzato nel 1997, per i cinquantenario dal diploma. Quell'anno di studio partì con le condanne a morte dei nazisti al processo di Norimberga (pochi mesi prima gli italiani avevano scelto la Repubblica), e si chiuse con il giuramento del IV° Governo De Gasperi, a cui di lì a poco seguì l'annuncio del Piano Marshall. Coppi vinse il Giro d'Italia. A Ponte, in quinta, erano 87, in 26 sono morti.
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Solo una decina di loro ha proseguito gli studi. Silvano Nannini, insegnante di mestiere, lo decise quando non fu in grado di ripetere una poesia di Leopardi: lo misero dietro la lavagna, inginocchiato e con le mani a palmi sul pavimento proprio sotto la rotula. Faceva male. Lui, però, mai venne costretto a girare per i tavolacci con un cartello sulla schiena, dove la frase meno perfida era “sei un asino”. Come Loriano Menicucci e Rolando Desideri, che da diversi mesi lavorano per organizzare la rimpatriata, subì comunque altre punizioni, la più classica di allora, frustate con il righello sulle gracili dita. Che ora sono tozze, segnate dalla fatica, in un'Italia affranta e mortificata. Che poi si è risollevata. Ma i ragazzi classe '36 preferiscono ricordare il fango soffice delle strade, e quelle frustate che fortificavano l'animo.
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