Sicurezza
Caldo torrido e siccità: allarme Coldiretti per l’agricoltura
Nell’area della Valdinievole i coltivatori di cereali e foraggi rischiano di perdere almeno il 40 per cento del raccolto
PESCIA . Il caldo torrido aggrava l’allarme siccità nelle campagne e nelle città con le precipitazioni che in primavera sono risultate quasi il 50% inferiori rispetto al periodo di riferimento dopo un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%.Un allarme che si fa particolarmente sentire nelle zone a vocazione agricola tradizionale, come il Pesciatino, ma anche dove le coltivazioni seguono tecniche e metodi più assimilabili all’industria, vedi il florovivaismo in Valdinievole e a Pistoia.
“Una situazione che crea sofferenze anche nelle campagne pistoiesi, con effetti negativi su tutte le colture: uliveti e vigneti, piante, apiari (produzione di miele assolutamente scarsa), seminativi - spiega Coldiretti-”. Stagione difficile per cereali e foraggi per alimentazione animale, in Valdinievole perdita di almeno il 40% del raccolto. Se non ci saranno variazioni per il mais il rischio che le pannocchie non arrivino a maturazione è molto serio. Soffrono anche gli allevamenti, con i bovini che rallentano la crescita. Conseguenze negative per gli ortaggi”.
“E’ il risultato di un inverno e una primavera 2017 – precisa la Coldiretti – che si classificano rispettivamente al terzo e al secondo posto tra le meno piovose dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni del Cnr e gli effetti si stanno facendo sentire sulle coltivazioni con pesanti danni annunciati”.
Una situazione che ha portato la Regione ad anticipare al 10 giugno il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali in quasi tutta la regione. Rimane invece invariata, al momento, la data di scadenza del periodo a rischio, stabilita dalla normativa regionale al 31 agosto per tutta la Toscana. E la Regione ha ampliato i termini per denunciare i danni da siccità, prima fissati al 30 giugno. 'Perdurando lo stato di siccità, i termini per la presentazione delle segnalazioni sono prorogati fino al 20° giorno successivo alla cessazione dell'evento calamitoso'.
“Una proroga opportuna, visto il perdurare del caldo -specifica Coldiretti-. Gli effetti della carenza d'acqua, infatti, sulle produzioni agricole non sono immediati. Le denunce devono essere presentate alla Regione, anche tramite i nostri uffici tecnici”. La denuncia è un presupposto per far scattare i provvedimenti di legge.
È utile informarsi anche sui divieti di abbruciamenti. La Regione ha deciso di anticipare al 10 giugno (e fino al 31 agosto) il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali. Oltre al divieto di abbruciamento di residui vegetali, nel periodo a rischio il regolamento forestale della Toscana vieta qualsiasi accensione di fuochi, ad esclusione della cottura di cibi in bracieri e barbecue.
“La mancata osservanza delle norme di prevenzione comporta l'applicazione di pesanti sanzioni previste dalle disposizioni in materia. Per questo si invitano gli imprenditori agricoli, ma anche i cittadini a tenere comportamenti prudenti nelle attività agricolo-forestali”.
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