La manifestazione
Vicenda Uncem? Il Pd non si è mai mosso
di Francesca Maltagliati
Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ricorda i bilanci con rimborsi abnormi sempre approvati dai sindaci
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PESCIA. Il “ve l’avevo detto” è grande come una casa sulla fronte di Giovanni Donzelli. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia che per anni, con interrogazioni e articoli sulla stampa, ha denunciato la “mala gestione” dell’Uncem da parte di Oreste Giurlani, oggi sembra un Davide vittorioso, reduce da una battaglia infinita contro Golia. Ma il gigante in questione per Donzelli non è soltanto l’ex sindaco di Pescia, agli arresti domiciliari per peculato, ma tutto il Pd, accusato di «sapere e di non aver fatto niente». È una rete di connivenze, favori, mancati controlli quella descritta dal consigliere regionale che ieri, a Pescia, ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha elencato per filo e per segno tutto quello che negli anni è riuscito a scoprire e che lo ha portato, come ultimo atto, a presentare un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica all’inizio di quest’anno. Esposto che probabilmente ha dato il via alle indagini che hanno poi portato agli arresti di Giurlani.
«Tutto è partito – afferma Donzelli – da una mia collega in consiglio, Marina Staccioli, la quale aveva visto negarsi una richiesta di accesso ad informazioni sui bilanci dell’Uncem. Questo rifiuto ci ha fatto accendere una lampadina e abbiamo cominciato a indagare. Ogni richiesta di accesso agli atti ci è sempre stata rifiutata. L’ente aveva dei bilanci impresentabili, vaghi, poco dettagliati».
Donzelli porta ad esempio un bilancio del 2012 in cui ci sono, fra le spese degli organi istituzionali, «rimborsi spese e viaggi e spese di rappresentanza» per 147.021 euro. «Abbiamo fatto una media – continua – e il risultato è che Uncem spendeva circa 500 euro al giorno per viaggi e spese di rappresentanza. Questi bilanci sono stati approvati dai sindaci dei comuni montani, per cui anche loro sono responsabili di quanto accaduto».
Donzelli poi rincara la dose, descrivendo un sistema in cui la permanenza di Giurlani alla guida dell’Uncem veniva garantita e supportata a fronte di “favori” di vario tipo. «Per rimanere alla carica di Presidente dell’Uncem – spiega Donzelli – Giurlani doveva essere eletto all’interno di un comune montano. Dopo esser decaduto dalla carica di sindaco a Fabbriche Di Vallico avrebbe quindi dovuto dimettersi, ma venne nominato assessore esterno a Stazzema nel 2014 per alcuni mesi. Un anno prima, alla fine del 2012, l’Uncem aveva commissionato all’allora vicesindaco di Stazzema, e oggi primo cittadino dello stesso comune, Maurizio Verona, una collaborazione. Un caso?».
Donzelli poi spara a zero sulla Regione Toscana. «Com’è possibile che la Regione – continua – erogasse a Uncem soldi in assenza di rendicontazione e in assenza del Durc, documento necessario ma che Uncem non poteva avere perché, come si è scoperto, non pagava i contributi ad alcuni dei dipendenti?».
E per aggiungere al danno la beffa, Donzelli legge una lettera che Uncem avrebbe inviato nel 2016 a tutti i comuni montani per chiedere delle “quote straordinarie” per ottemperare a un “problema di liquidità di cassa” causato da “impegni presi con altre amministrazioni e da questa non ottemperati”.
«Tutto è partito – afferma Donzelli – da una mia collega in consiglio, Marina Staccioli, la quale aveva visto negarsi una richiesta di accesso ad informazioni sui bilanci dell’Uncem. Questo rifiuto ci ha fatto accendere una lampadina e abbiamo cominciato a indagare. Ogni richiesta di accesso agli atti ci è sempre stata rifiutata. L’ente aveva dei bilanci impresentabili, vaghi, poco dettagliati».
Donzelli porta ad esempio un bilancio del 2012 in cui ci sono, fra le spese degli organi istituzionali, «rimborsi spese e viaggi e spese di rappresentanza» per 147.021 euro. «Abbiamo fatto una media – continua – e il risultato è che Uncem spendeva circa 500 euro al giorno per viaggi e spese di rappresentanza. Questi bilanci sono stati approvati dai sindaci dei comuni montani, per cui anche loro sono responsabili di quanto accaduto».
Donzelli poi rincara la dose, descrivendo un sistema in cui la permanenza di Giurlani alla guida dell’Uncem veniva garantita e supportata a fronte di “favori” di vario tipo. «Per rimanere alla carica di Presidente dell’Uncem – spiega Donzelli – Giurlani doveva essere eletto all’interno di un comune montano. Dopo esser decaduto dalla carica di sindaco a Fabbriche Di Vallico avrebbe quindi dovuto dimettersi, ma venne nominato assessore esterno a Stazzema nel 2014 per alcuni mesi. Un anno prima, alla fine del 2012, l’Uncem aveva commissionato all’allora vicesindaco di Stazzema, e oggi primo cittadino dello stesso comune, Maurizio Verona, una collaborazione. Un caso?».
Donzelli poi spara a zero sulla Regione Toscana. «Com’è possibile che la Regione – continua – erogasse a Uncem soldi in assenza di rendicontazione e in assenza del Durc, documento necessario ma che Uncem non poteva avere perché, come si è scoperto, non pagava i contributi ad alcuni dei dipendenti?».
E per aggiungere al danno la beffa, Donzelli legge una lettera che Uncem avrebbe inviato nel 2016 a tutti i comuni montani per chiedere delle “quote straordinarie” per ottemperare a un “problema di liquidità di cassa” causato da “impegni presi con altre amministrazioni e da questa non ottemperati”.
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