Il dolore
Offese ai vigili su Facebook: tredici indagati
Udienza davanti al gip dopo la querela sporta dal sindaco di Monsummano
MONSUMMANO. “Contestate la multa se vi è stata fatta. Questo è adescamento. L’auto dei vigili è nascosta con rilevatore di velocità. Sono le ore 16, zona industriale di Monsummano, altezza della mensa. In più non vi è nessun operatore nelle vicinanze”. E con questo post a corredo, il 19 marzo 2016 aveva pubblicato sul proprio profilo facebook il video che immortalava l’autopattuglia dei vigili urbani di Monsummano. Ottenendo in poco tempo 27.000 visualizzazioni e una valanga di commenti. Molti dei quali estremamente offensivi nei confronti della polizia municipale.
Tanto da suscitare la reazione del sindaco Rinaldo Vanni, che, nel giugno successivo, aveva sporto querela ai carabinieri per il reato di diffamazione. Anche alla luce del fatto che nel video i vigili non erano impegnati a fare multe con il telelaser ma in un controllo col sistema “Targa System” per rilevare i veicoli senza assicurazione.
Giovedì mattina, 8 giugno, davanti al gip del tribunale di Pistoia, l’udienza nei confronti sia del 39enne pesciatino autore del filmato che di altre 12 persone – residenti tutte in Valdinievole eccetto una 39enne di Poggio a Caiano – che erano stati autori delle offese più pesanti nei confronti dei vigili urbani. Tutti indagati per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e diffamazione a mezzo stampa.
L’udienza è stata fissata in seguito alla richiesta di archiviazione presentata al giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli da parte del pm Luciano Padula, che aveva motivato la sua richiesta con la lieve entità del fatto per quanto riguarda la diffamazione e per la carenza della presenza materiale della persona oggetto delle offese per quanto riguarda il reato di oltraggio (requisito ritenuto essenziale per la configurazione di tale fattispecie).
Fatto sta che a tale richiesta ha presentato opposizione il Comune di Monsummano, parte offesa nel procedimento. Il gip, ascoltate le parti, si è riservato la decisione. Tre le alternative: proscioglimento; richiesta alla procura di procedere con la formulazione del capo di imputazione per il rinvio a giudizio; richiesta di procedere a un supplemente di indagini. (m.d.)
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