La manifestazione
Un centro sociale accanto alla chiesa ortodossa
A colloquio con padre Matei Tulan, autorità religiosa della comunità rumena. Problemi e progetti
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MONTECATINI. «Senza la nostra chiesa prima non c’era niente, in tanti non sapevano dove andare e dove ritrovarsi». Padre Matei Tulan è il parroco della comunità ortodossa di un territorio che va al di là dei confini della Valdinievole (e comprende anche alcuni comuni delle province di Firenze e Lucca), per un totale di 7mila “potenziali” fedeli, tra romeni, russi, georgiani e bulgari. Da 4 anni chiama a raccolta nella sua chiesa, in via Volturno, tante persone ancora legate alle tradizioni e alla religione dei Paesi di origine. Persone che con lui si confidano e raccontano le difficoltà cui vanno quotidianamente incontro. «In tanti – racconta padre Tulan – mi dicono di avere problemi nel ricevere uno stipendio regolare e di essere costretti a lunghi turni di lavoro, che lasciano loro sempre meno tempo da dedicare alla famiglia».
E proprio da questa analisi è emersa l’idea di “allargare” i confini della chiesa. Il primo step, già in atto, è stato quello di prendere accordi con la proprietà dell’area ex-Kartos (prospicente l’edificio di culto), che ha concesso spazi dove poter ricavare un parcheggio («Vogliamo mantenere buoni rapporti con il vicinato», spiega Tulan) e un parco giochi per i bambini (che sarà visibile anche dalla porta a vetri della chiesa).
Ma se in questo caso gli interventi sono già iniziati, ben più importanti saranno quelli che, se tutto va bene, potranno vedere la luce nel 2018. «Vogliamo realizzare – rivela padre Tulan – una specie di centro sociale in un immobile adiacente alla chiesa, dotato anche di un cortile. Qui sarà possibile lasciare i bambini nel doposcuola, ma anche trovare qualche posto letto per quelle badanti che da un giorno all’altro si ritrovano per strada senza un lavoro, o ricevere un pasto caldo. Tanti fedeli ci stanno aiutando economicamente e un finanziamento potrebbe arrivare anche dallo Stato romeno». (d.m.)
E proprio da questa analisi è emersa l’idea di “allargare” i confini della chiesa. Il primo step, già in atto, è stato quello di prendere accordi con la proprietà dell’area ex-Kartos (prospicente l’edificio di culto), che ha concesso spazi dove poter ricavare un parcheggio («Vogliamo mantenere buoni rapporti con il vicinato», spiega Tulan) e un parco giochi per i bambini (che sarà visibile anche dalla porta a vetri della chiesa).
Ma se in questo caso gli interventi sono già iniziati, ben più importanti saranno quelli che, se tutto va bene, potranno vedere la luce nel 2018. «Vogliamo realizzare – rivela padre Tulan – una specie di centro sociale in un immobile adiacente alla chiesa, dotato anche di un cortile. Qui sarà possibile lasciare i bambini nel doposcuola, ma anche trovare qualche posto letto per quelle badanti che da un giorno all’altro si ritrovano per strada senza un lavoro, o ricevere un pasto caldo. Tanti fedeli ci stanno aiutando economicamente e un finanziamento potrebbe arrivare anche dallo Stato romeno». (d.m.)
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