Il Tirreno

Montecatini

Oreste Giurlani si è dimesso da sindaco 

di Francesca Maltagliati
Oreste Giurlani si è dimesso da sindaco 

In una lettera al Comune le ragioni della sofferta decisione dell’esponente Pd. Presto il commissario in vista delle elezioni 

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PESCIA. Oreste Giurlani si è dimesso. La lettera con cui il primo cittadino di Pescia ha comunicato la sua volontà di lasciare la carica a sindaco è arrivata ieri, in tarda mattinata, in Comune, subito dopo il decreto della prefettura che, come vuole la legge, sanciva la sua sospensione dalla carica.
Una scelta sofferta, dicono gli avvocati, perché a quella carica Giurlani teneva molto, ma necessaria per difendersi liberamente dalla pesantissima accusa di peculato imputatagli dalla procura della Repubblica di Firenze. A dissipare i dubbi sul futuro della città di Pescia ci ha quindi pensato lui che, costretto agli arresti domiciliari nell’agriturismo gestito dai genitori a Pietrabuona, ha pensato bene di porre fine alle tante voci sui diversi scenari possibili, condannando la città all’ennesimo commissariamento.
La strada è quindi tracciata. Dal momento delle dimissioni la legge prevede infatti che entro 20 giorni il consiglio comunale si sciolga per permettere l’arrivo del commissario prefettizio.
“I recenti accadimenti a tutti noti mi impongono riflessioni e scelte – si legge nella lettera che a poche ore dall’arrivo in comune è sbarcata sui social – che, sia pur dolorose, ritengo inevitabili. Pur non reputando sussistere alcun obbligo in tal senso, doveroso senso politico ed istituzionale e motivi di evidente opportunità mi portano a rassegnare, con effetto immediato, le mie irrevocabili dimissioni da Sindaco del Comune di Pescia”.
Nella lettera Giurlani dichiara anche la sua innocenza rispetto alle accuse. “Confido - scrive infatti l’oramai ex sindaco - di poter dimostrare prima possibile la mia estraneità ai fatti che mi sono stati contestati e, nel ribadirla, confermo la mia totale fiducia nell’operato della magistratura”. La lettera si chiude infine con i ringraziamenti a maggioranza e opposizione “per il loro operato sempre leale e costruttivo”.
Cosa succederà adesso lo stabilisce la legge che, come ci spiega Vittoriano Brizzi, presidente del consiglio comunale, «impone una convocazione del consiglio entro 10 giorni dall’arrivo della lettera di dimissioni del sindaco». Come data probabile viene indicata lunedì sera.
A quel punto scatterà il termine di 20 giorni per lo scioglimento. “Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della Provincia – recita infatti l’articolo 53 del Testo unico degli enti locali - diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario”.
Varie le reazioni alla notizia delle dimissioni del sindaco.
«Si tratta di un atto responsabile – afferma Oliviero Franceschi, capogruppo della Lega - che gli permetterà di difendersi meglio. Mi auguro che tali dimissioni siano davvero irrevocabili». E poi, visto che sembra sia già partito il toto sindaco, Franceschi continua augurandosi che «si diano una calmata tutti quegli avvoltoi che girano intorno al cadavere politico di Giurlani».
«Un atto dovuto e responsabile – dice l’assessore Marco Della Felice – che mi auguro permetta a Giurlani di chiarire meglio la sua posizione, nel più breve tempo possibile».
Invece una reazione ufficiale da parte del Pd arriverà con molta probabilità nei prossimi giorni, dopo la riunione convocata dal segretario provinciale Riccardo Trallori per mercoledì sera a Pescia. La riunione sarebbe dovuta servire a valutare la capacità dell’attuale amministrazione, in assenza del sindaco, di portare avanti il proprio mandato. E invece...

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