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Studenti del Lorenzini fanno incetta di premi

Studenti del Lorenzini fanno incetta di premi

PESCIA. L’anno scolastico sta per terminare, ma maggio si è rilevato un mese ricco di appuntamenti per gli studenti del liceo Lorenzini, che sono riusciti ad ottenere ottimi risultati nelle varie...

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PESCIA. L’anno scolastico sta per terminare, ma maggio si è rilevato un mese ricco di appuntamenti per gli studenti del liceo Lorenzini, che sono riusciti ad ottenere ottimi risultati nelle varie attività a cui hanno aderito. Cloe Buralli, Maria Chiara Menicucci e Annlisa Mincione hanno conquistato, infatti, il primo premio partecipando alla III edizione del concorso letterario Aligi Bruni. L’elaborato delle tre studentesse della prima liceo classico, incentrato sulla tematica della discriminazione nel XXI secolo, ha destato interesse nella giuria, che ha deciso di assegnare la vittoria alle giovani liceali. «Abbiamo scritto questo racconto basandoci su un tema a dir poco attuale: il sovrappeso – hanno sottolineato Maria Chiara, Cloe e Annalisa – non è stato semplice immedesimarsi nei panni di una ragazza che vive il problema dell’eccesso di peso, ma confrontandoci e riflettendo siamo riuscite a comporre questo elaborato. Pensiamo che sia importante parlare di queste situazioni problematiche, affinché vi sia una maggior sensibilità da parte di tutti. È importante capire che ogni azione può ferire chi vive già una situazione difficile. È necessario pertanto rispettare il prossimo. Speriamo di aver trasmesso il messaggio giusto: scacciate la cattiveria e fate largo all’empatia».
Sabato scorso, invece, nel corso della festa di premiazioni del progetto Salabelle, la giuria ha decretato la vittoria di Gabriele Napoli della terza A classico, dichiarando che “lo studente è stato capace di sviluppare la traccia prescelta con fantasia e originalità, creando un fantastico mondo alternativo in cui tutto può accadere”. Gabriele, difatti, ha presentato l’elaborato intitolato “Forse io non sono già più io”.
«Ho voluto portare all’estremo la condizione dell’artista, che non scrive mai partendo da una traccia – ha spiegato Gabriele – in questo modo ho scritto per scrivere in condizioni intellettualmente estreme per me e non in vista del concorso. Sinceramente speravo di poter ottenere un buon risultato».

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