Il Tirreno

Montecatini

Attesa sull’interesse al pacchetto azionario 

di David Meccoli
Attesa sull’interesse al pacchetto azionario 

L’Au Brogioni non ha potuto dare risposte definitive alla commissione su eventuali proposte. Intanto il fatturato cresce

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MONTECATINI. Si dovrà attendere ancora qualche giorno per avere un quadro definitivo sugli eventuali soggetti interessati ad acquistare dalla Regione le quote di partecipazione delle Terme. A dirlo, ieri in audizione in commissione società partecipate (organismo presieduto da Silvia Motroni) è stato l’amministratore unico dell’azienda, Carlo Brogioni. Il quale ha anche confermato il buon andamento della gestione complessiva della società in questa prima fase dell’anno (in media un +15 per cento di aumento del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2016) e detto che – a proposito di pazienza – anche sulla presentazione del bilancio c’è bisogno ancora di tempo.
A portare subito Brogioni nel vivo della discussione è stata la presidente Motroni, che ha chiesto notizie sulla manifestazione d’interesse per il pacchetto azionario regionale, la cui scadenza era prevista proprio per ieri. «Ho telefonato a Firenze – ha detto l’Au termale – ma mi hanno detto che sono necessari ancora alcuni giorni per lo smistamento delle lettere, che potevano essere consegnate a mano, spedite per posta ordinaria o inviate via Pec».
Una manifestazione d’interesse che, ha comunque specificato Brogioni, non è vincolante, ma serve solo a far uscire allo scoperto eventuali investitori da “condurre” poi verso una trattativa privata e un vero e proprio bando di vendita. Con una base d’asta che dovrebbe rispecchiare quanto indicato dalla Regione nel Defr: tra 8,7 e 20 milioni di euro.
E cosa succede se non ci sono manifestazioni d’interesse? «A prescindere dal fatto che la cosa non dovrebbe interessare direttamente la società, bensì la proprietà – ha detto Brogioni – io confido che qualche proposta ci possa essere: me lo auguro e sono fiducioso su questo».
Poi il bilancio, che per essere portato a termine ha necessità ancora della valutazione degli immobili, «affidata a un soggetto terzo dopo che con l’Agenzia delle entrate i tempi si erano notevolmente allungati». E con la presentazione del documento finanziario finirà anche il contratto della consulente Arabella Ventura (in realtà già scaduto ieri e prorogato di qualche settimana). Infine l’ipotesi peggiore (o forse no), quella che ogni trattativa si areni e che la proprietà pubblica debba comunque dismettere le Terme.
«Io sono fermamente contrario al concordato in continuità – ha spiegato Brogioni – ma solo per un preciso motivo: con questa strada, infatti, si svaluterebbero molto i vari beni. Altrimenti la soluzione concordataria servirebbe per congelare debiti e interessi e l’azienda non chiuderebbe, in quanto ci sarebbe una continuità gestionale. Sarebbe un ponte verso una sorta di privatizzazione coatta, verso una nuova proprietà. Ma lo ripeto, i beni perderebbero valore e non escludo che qualcuno stia pensando di prendere in considerazione proprio questa possibilità…».

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