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L’accusa: così Romei chiedeva i soldi agli asili 

L’accusa: così Romei chiedeva i soldi agli asili 

Le indagini sul denaro che il dipendente comunale residente a Massa Cozzile avrebbe intascato 

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CASCINA. Il meccanismo, per come è stato spiegato in questa fase delle indagini, era abbastanza semplice e per i finanzieri non è stato neppure così difficile ricostruire i passaggi di denaro transitati dal conto corrente di Alberto Romei. Il 52enne originario di Castelnuovo Garfagnana, residente a Massa e Cozzile, dipendente del Comune di Cascina, educatore pedagogico e persona di riferimento per l’ufficio scuola ormai da molti anni, è stato arrestato dalla Guardia di finanza per i reati di peculato e truffa aggravata ai danni del Comune.

Era lui che, fino a pochi mesi fa, si occupava delle graduatorie degli asili nido e di sistemare i bambini che restavano nelle liste di attesa. Ed era sempre Romei a telefonare agli asili privati convenzionati se c’era da fare un riallineamento dei conti e dei soldi che il Comune aveva versato per le convenzioni. Somme che secondo l’accusa non tornavano all’ente. “Ti abbiamo dato troppi soldi, devi restituirle una somma che dobbiamo dare ad altri asili”. Questa la richiesta che le responsabili di due asili avrebbero sentito più volte.


Il passo successivo era documentare con atti che lo stesso dipendente comunale avrebbe modificato nel contenuto rispetto a quelli “originali”. Ma poi, secondo l’accusa, il passaggio di denaro, del quale gli inquirenti avrebbero trovato riscontro nei movimenti bancari effettuati da Romei, avveniva quasi sempre in contanti. Tranne in poche occasioni in cui ci sarebbero stati anche dei bonifici bancari: e da questi è partita l’indagine.
Gli investigatori si sono limitati a dire di avere in mano “evidenze cartacee”.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora, ha preso in esame quanto avvenuto nella gestione dei nidi e delle graduatorie nel periodo che va dal 2014 al 2017 arrivando a ricostruire movimenti per duecentomila euro, riconducibili tutti allo stesso modo di operare e di gestire l’ufficio che però, a quanto è stato spiegato, era sfuggito al controllo della dirigente della Macrostruttura Educativo e Socio-Culturale, dottoressa Gabriella Carrozzo, sentita l’altra mattina in Procura come persona informata sui fatti. Somme che, almeno a prima vista, potrebbero essere state versate fuori dalla contabilità ordinaria, ma anche su questo dovranno essere effettuate nuove indagini.

Gli inquirenti parlano di soldi non documentati anche se riferibili ad asili gestiti dalle due educatrici che sono state indagate per truffa aggravata in concorso con Romei. Entrambe hanno ricevuto l’invito a comparire davanti al magistrato di Pisa che conduce le indagini per martedì 16.
 

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di Redazione web