La protesta
Nuova invasione russa, Terme e hotel sorridono
di David Meccoli
Negli stabilimenti registrato il 50 per cento in più di presenze
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MONTECATINI. È di nuovo “invasione russa”. Dopo un black-out durato qualche anno, causato dalla crisi del rublo e dalle sanzioni economiche imposte dall’Occidente dopo il conflitto con l’Ucraina, da Mosca il flusso di turisti sembra essere ripreso a pieno ritmo e a saggiarne i primi benefici sono le Terme e i nostri alberghi, presi d’assalto nel lungo ponte che per i russi va dal 1° al 9 maggio (quest’ultima data coincidente con i festeggiamenti per il giorno della vittoria sulle truppe naziste). Se nel 2016 la clientela russa era ormai scesa a Montecatini oltre la top ten, in termini di presenze annuali (dietro i belgi, i danesi e i polacchi, tanto per rendersi conto del tracollo), il 2017 pare essere ripartito alla grande: “dasvidania” è una parola d’obbligo negli alberghi e sono nella stragrande maggioranza dei casi russi (ma anche ucraini o kazaki) i curisti in fila davanti ai banchi di mescita delle Terme. «Solo dal 28 al 30 aprile – dice la consulente della società di viale Verdi, Arabella Ventura – abbiamo avuto 3.300 accessi negli stabilimenti (tra piscina, centro benessere e cura idropinica), laddove nel 2016 ce ne erano stati 2.200: è stato un fine settimana strepitoso».
«È vero – conferma Massimo Giovanetti, direttore commerciale delle Terme – i turisti provenienti dalle ex-repubbliche sovietiche sono molti di più quest’anno e cercano non solo il Tettuccio (dove da quest’anno abbiamo la presenza fissa di una dottoressa russa), ma anche l’Excelsior. I primi segnali di questa inversione di tendenza l’avevamo avuta qualche mese fa, quando il console italiano in Russia ci aveva detto che le richieste dei visti si erano incrementate del 60% nel solo mese di gennaio. E ora l’aumento è davvero esponenziale ed effetti positivi si hanno un po’ in tutte le categorie alberghiere: non ci sono, infatti, solo clienti vip che cercano i 4 o i 5 stelle, ma anche clientela che soggiorna nei 2 e 3 stelle, finora rimasti un po’ in disparte».
«La città è strapiena di russi, ucraini e kazaki – conferma Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti – e solo nel mio albergo oggi ne ho più del doppio rispetto agli italiani. Nelle ultime settimane ho registrato quasi 600 presenze provenienti da tali Paesi, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2016».
«Tra i miei colleghi – dice Dante Simoncini, presidente Apam – c’è ottimismo. Ho fatto personalmente un giro al Tettuccio e ho visto centinaia di persone: mi sono avvicinato a diversi gruppi (tante famiglie e giovani) e tutti parlavano una lingua dell’Est». Sul perché di questo rinnovato interesse da parte dei russi per Montecatini e le Terme gli operatori sembrano concordi: si va da motivazioni esogene (la ripresa economica in atto a Mosca) a quelle di livello regionale (l’attivazione di due nuove linee aeree dirette Pisa-Mosca dalle compagnie Pobeda e S7, quest’ultima operativa dal 26 aprile), fino a quelle più locali (la campagna dello scorso settembre in Russia e Kazakistan che ha visto l’assessorato al turismo e le Terme unirsi a Toscana Promozione e poi la partecipazione alla fiera turistica Mitt di Mosca a marzo).
«Se viene attuato un giusto programma di promozione turistica i risultati si vedono», dice Simoncini. «Questi numeri non possono certo essere una casualità», aggiunge Cenni. «In tanti – conclude Giovanetti – ci avevano detto di lasciar perdere il mercato russo. Ma noi abbiamo insistito e ora i risultati ci stanno dando ragione».
«È vero – conferma Massimo Giovanetti, direttore commerciale delle Terme – i turisti provenienti dalle ex-repubbliche sovietiche sono molti di più quest’anno e cercano non solo il Tettuccio (dove da quest’anno abbiamo la presenza fissa di una dottoressa russa), ma anche l’Excelsior. I primi segnali di questa inversione di tendenza l’avevamo avuta qualche mese fa, quando il console italiano in Russia ci aveva detto che le richieste dei visti si erano incrementate del 60% nel solo mese di gennaio. E ora l’aumento è davvero esponenziale ed effetti positivi si hanno un po’ in tutte le categorie alberghiere: non ci sono, infatti, solo clienti vip che cercano i 4 o i 5 stelle, ma anche clientela che soggiorna nei 2 e 3 stelle, finora rimasti un po’ in disparte».
«La città è strapiena di russi, ucraini e kazaki – conferma Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti – e solo nel mio albergo oggi ne ho più del doppio rispetto agli italiani. Nelle ultime settimane ho registrato quasi 600 presenze provenienti da tali Paesi, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2016».
«Tra i miei colleghi – dice Dante Simoncini, presidente Apam – c’è ottimismo. Ho fatto personalmente un giro al Tettuccio e ho visto centinaia di persone: mi sono avvicinato a diversi gruppi (tante famiglie e giovani) e tutti parlavano una lingua dell’Est». Sul perché di questo rinnovato interesse da parte dei russi per Montecatini e le Terme gli operatori sembrano concordi: si va da motivazioni esogene (la ripresa economica in atto a Mosca) a quelle di livello regionale (l’attivazione di due nuove linee aeree dirette Pisa-Mosca dalle compagnie Pobeda e S7, quest’ultima operativa dal 26 aprile), fino a quelle più locali (la campagna dello scorso settembre in Russia e Kazakistan che ha visto l’assessorato al turismo e le Terme unirsi a Toscana Promozione e poi la partecipazione alla fiera turistica Mitt di Mosca a marzo).
«Se viene attuato un giusto programma di promozione turistica i risultati si vedono», dice Simoncini. «Questi numeri non possono certo essere una casualità», aggiunge Cenni. «In tanti – conclude Giovanetti – ci avevano detto di lasciar perdere il mercato russo. Ma noi abbiamo insistito e ora i risultati ci stanno dando ragione».
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