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Termosifoni accesi in ospedale a Pescia  

Termosifoni accesi in ospedale a Pescia  

Proteste dei cittadini per lo spreco, finestre aperte per tollerare la temperatura

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PESCIA. Termosifoni accesi e finestre spalancate. Solita scenografia di uno spreco all'italiana, dove da un lato si chiedono “lacrime e sangue” ai contribuenti in nome della spending review e dall'altro gli stessi contribuenti sono costretti ad assistere – loro malgrado – a immotivati sperperi di denaro pubblico. Fa rabbia, soprattutto se il contesto è quello della sanità pubblica.
E' successo, infatti, all'ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia, in particolare allo sportello dell’accettazione di radiologia, dove venerdì 28 aprile, gli utenti si sono trovati a vivere il paradosso di trovarsi in coda per pagare il ticket in un ambiente, dove i termosifoni erano accesi e le finestre spalancate per poter tollerare l'elevata temperatura. A nulla sono valse le proteste degli utenti, che hanno chiesto, senza riscontro alcuno di poter parlare col direttore sanitario.
«A noi fanno pagare un ticket tra i più cari d'Italia – hanno dichiarato i cittadini che ci hanno segnalato la notizia – e poi siamo costretti ad assistere a situazioni di questo tipo».

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