Finanza
Strade e piscina: Giurlani va in Provincia
La prossima settimana il sindaco di Pescia a confronto con il presidente Vanni. «Puntiamo a sinergie e accordi per dare risposte ai cittadini»
PESCIA. Il ponte del Duomo, la viabilità provinciale, i marciapiedi dissestati in via Marconi e ancora alcune zone da riqualificare al Castellare e in via Mammianese. E poi, ovviamente, i limiti di velocità in via Romana e le annose questioni delle scuole superiori e della piscina Marchi (per il quale sarebbe stato annunciato, nei giorni scorsi, un nuovo bando).
Sono questi i temi sui quali il sindaco Oreste Giurlani ha chiesto al presidente della Provincia Rinaldo Vanni un confronto – che si svolgerà la prossima settimana – dal quale i cittadini si aspettano delle risposte chiare e concrete, e non le solite “promesse” alle quali non crede più nessuno.
«Capiamo le difficoltà economiche della Provincia – ha sottolineato il primo cittadino in un video pubblicato su Facebook – capiamo che la Provincia ha visto tagliare le sue risorse e non riesce a chiudere il bilancio. Ma ci sono delle questioni urgenti, prime tra tutte le scuole superiori e le strade, sulle quali il Comune non può intervenire dal momento che la competenza è provinciale, ma per le quali i cittadini si aspettano risposte. Che poi il cittadino tante volte non riesce a distinguere se la competenza sia del Comune o della Provincia e giustamente si rivolge al sindaco, che però non può fare nulla. Io mi auguro che da questo confronto nascano delle sinergie e degli accordi utili a dare delle risposte ai cittadini».
Infine, Giurlani fa un appello anche al Governo, dicendo che dal momento che le province sono degli enti autonomi previsti dalla Costituzione, dovrebbero ricevere le risorse necessarie a finanziare le materie per le quali hanno competenza, in particolare strade provinciali e scuole superiori. «Nella ripartizione delle risorse, dunque – ha concluso Giurlani – il governo non tenga conto solo delle città metropolitane, ma si ricordi che esistono anche le province, che senza fondi non potranno dare attuazione a tutte quelle materie per le quali hanno ancora oggi le competenze, con gravi ripercussioni per i territori».
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