Il Tirreno

Montecatini

Rubano alberello ma si scusano 

“Perdonate” due giovani che devolvono un’offerta alla Massimo Massimi Onlus

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PESCIA. A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di commettere una “bravata” in gioventù e di pentirsi subito dopo, fino al punto da volerla trasformare in uno strumento di riscatto? È quanto accaduto a due giovani pesciatine di 18 e 21 anni, che la sera dello scorso 31 dicembre sono state sorprese dai carabinieri mentre tentavano di rubare uno degli alberelli bianchi che il Comune di Pescia aveva usato per addobbare le strade del paese. In particolare, una delle ragazze, durante il percorso per recarsi ad una festa, aveva tentato di prendere uno di questi alberelli decorativi. Tuttavia al momento dell’accaduto la pattuglia dei carabinieri di Pescia l’ha vista e ha deciso di portare entrambe in caserma per maggiori chiarimenti. La conseguenza è stata una denuncia per tentato furto di un bene dello Stato e quindi di tutti i cittadini.
Nonostante la giovane abbia mostrato da subito segni di pentimento per la bravata commessa, i militari in questione non hanno potuto lasciar perdere ed hanno svolto il loro lavoro di vigilanza fino in fondo. Il caso è arrivato sul tavolo del giudice, che ha deciso per l’archiviazione “per mancanza di malafede” e in considerazione della giovane età dell’autrice del fatto. In compenso, ha lasciato al Comune la decisione di un’eventuale opposizione.
Il sindaco Oreste Giurlani, preso atto della richiesta della Procura della Repubblica, ha deciso di far convocare dal comandante della Polizia Municipale Luigi Giordano le ragazze, per meglio comprendere la “bravata” e poter decidere se opporsi all’archiviazione oppure far conciliare con un gesto simbolico. Dopo averle ascoltate, ieri mattina, e avere verificato la buona fede delle ragazze, si è ritenuto appropriato, nel caso specifico, di chiedere loro di fare un gesto simbolico volontario, che le stesse hanno accettato. Quindi, sono state le ragazze stesse a proporre di devolvere una somma proporzionale alle loro possibilità di giovani disoccupate e studentesse ad una associazione benefica, la “Massimo Massimi onlus”, per scusarsi dell’accaduto. Inoltre, su sollecitazione della polizia municiale, le ragazze hanno deciso di condividere la loro esperienza coi giovani coetanei, quale testimonianza che a volte una bravata può avere conseguenze inimmaginabili nella vita di un giovane, anche se al momento si ha la sensazione che si tratti solo di una sciocchezza. Certi reati, infatti, rimangono iscritti nel casellario giudiziale e possono rappresentare una pregiudiziale lavorativa o concorsuale. A partire da questo episodio, la polizia municipale ha deciso di avviare campagne di sensibilizzazione nelle scuole per far riflettere i giovani sull’importanza di una condotta responsabile.
Maria Salerno

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