Trasporti
Pasta e acqua al bar ma ora è accompagnata
di Luca Signorini
Ha ripreso la sua vita “normale” la donna di Pescia che aveva nascosto in camera per 10 anni il cadavere della mamma. I vicini: «Era strana ma non ha mai dato fastidio»
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PESCIA. Un primo piatto e una bottiglietta d'acqua, tavolino in disparte. «Viene tutti i giorni intorno alle 13, mezzora e va via. Da domenica è accompagnata da un assistente sociale. Non ha mai dato alcun fastidio. Solo che adesso arriva vestita, prima veniva con una maglia a rete e una gonna corta. Ma di discorsi ne ha sempre fatti pochi». Luca e Natasha del bar davanti alla stazione ormai non ci fanno più tanto caso. Conoscono da anni Cinzia Del Tredici, che da queste parti si aggira spesso. Dal vicino scalo ferroviario preferiscono non commentare la vicenda di una donna che per una decina di anni ha nascosto il cadavere della madre morta in una stanza della sua abitazione, avvolto in sacchi neri e coperte, sotto un paio di materassi. L'addetto riferisce soltanto che la 51enne saliva di frequente sul treno: Del Tredici diceva di aver sistemato sua madre, Marina Bruni, classe 1927, in una casa di cura a Lido di Camaiore. Un'invenzione per non destare sospetti, in una storia che si è rivelata dai contorni macabri.
Tenta di ripartire in silenzio il condominio “Paradiso”, una cinquantina di appartamenti in fondo a una viuzza, piccola traversa di viale Marconi. Qui la signora abita al secondo piano. Non c'è molta voglia di parlare, i vicini tentano di ritirarsi di nuovo nel loro anonimato. Come per scrollarsi di dosso quello che avvertivano ma non hanno capito. L'opinione comune è comunque di una donna sì strana, sì bizzarra, sì svestita, ma mai molesta, mai violenta, mai irritante. «A volte spazzava alle 11 di sera sulle scale e nell'androne del palazzo, ma non ci ha dato in nessuna occasione alcun problema – dice Andrea Gherardini – non è mai venuta alle riunioni di condominio, l'abbiamo sempre vista poco, e quando la incontriamo non mostra segni particolari di instabilità, a parte ciò che indossa. Io non pensavo minimamente che avesse le capacità per fare una cosa del genere, perché alla fine per dieci anni ha riscosso una pensione di 1.300 euro al mese».
«Sapevamo che era eccentrica, ma i suoi comportamenti erano normali, salutava e dava poca confidenza, non ci siamo mai preoccupati anche perché non ha mai chiesto il nostro aiuto», aggiunge Katiuscia Righi. Adesso la donna è in carico ai servizi sociali della Società della Salute della Valdinievole, che hanno attivato un servizio di igienizzazione della casa, di assistenza domiciliare (un operatore per due ore al giorno), e un contributo economico per il suo sostentamento, visto che l'Inps ha chiuso i rubinetti. Ed è questo l'altro aspetto che pone degli interrogativi: come ha fatto l'Asl a non accorgersi prima della condizione in cui viveva la 51enne, che tra l'altro nel settembre 2016, dopo la frattura a un braccio, era già stata seguita dai sanitari? «Diciamo che i servizi sociali non hanno fatto una bella figura – afferma Riccardo Colzi, amministratore del condominio “Paradiso” - e tutta la pressione è da giorni sui residenti. Io una settimana fa ho inviato una comunicazione ufficiale agli enti competenti, Comune, Asl, forze dell'ordine, vigili del fuoco, perlomeno per procedere a una bonifica igienico-sanitaria dell'appartamento, non credo che debbano pensarci i condomini. Le istituzioni devono cercare di tutelare le famiglie che risiedono nel palazzo».
Tenta di ripartire in silenzio il condominio “Paradiso”, una cinquantina di appartamenti in fondo a una viuzza, piccola traversa di viale Marconi. Qui la signora abita al secondo piano. Non c'è molta voglia di parlare, i vicini tentano di ritirarsi di nuovo nel loro anonimato. Come per scrollarsi di dosso quello che avvertivano ma non hanno capito. L'opinione comune è comunque di una donna sì strana, sì bizzarra, sì svestita, ma mai molesta, mai violenta, mai irritante. «A volte spazzava alle 11 di sera sulle scale e nell'androne del palazzo, ma non ci ha dato in nessuna occasione alcun problema – dice Andrea Gherardini – non è mai venuta alle riunioni di condominio, l'abbiamo sempre vista poco, e quando la incontriamo non mostra segni particolari di instabilità, a parte ciò che indossa. Io non pensavo minimamente che avesse le capacità per fare una cosa del genere, perché alla fine per dieci anni ha riscosso una pensione di 1.300 euro al mese».
«Sapevamo che era eccentrica, ma i suoi comportamenti erano normali, salutava e dava poca confidenza, non ci siamo mai preoccupati anche perché non ha mai chiesto il nostro aiuto», aggiunge Katiuscia Righi. Adesso la donna è in carico ai servizi sociali della Società della Salute della Valdinievole, che hanno attivato un servizio di igienizzazione della casa, di assistenza domiciliare (un operatore per due ore al giorno), e un contributo economico per il suo sostentamento, visto che l'Inps ha chiuso i rubinetti. Ed è questo l'altro aspetto che pone degli interrogativi: come ha fatto l'Asl a non accorgersi prima della condizione in cui viveva la 51enne, che tra l'altro nel settembre 2016, dopo la frattura a un braccio, era già stata seguita dai sanitari? «Diciamo che i servizi sociali non hanno fatto una bella figura – afferma Riccardo Colzi, amministratore del condominio “Paradiso” - e tutta la pressione è da giorni sui residenti. Io una settimana fa ho inviato una comunicazione ufficiale agli enti competenti, Comune, Asl, forze dell'ordine, vigili del fuoco, perlomeno per procedere a una bonifica igienico-sanitaria dell'appartamento, non credo che debbano pensarci i condomini. Le istituzioni devono cercare di tutelare le famiglie che risiedono nel palazzo».
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