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Truffe ai danni della Sisal tre arresti in Valdinievole 

Truffe ai danni della Sisal tre arresti in Valdinievole 

Raggiravano i gestori e si facevano consegnare somme in “riparazione” di fantomatici ammanchi. Smascherati dopo mesi di indagini dalla Polizia postale

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PISTOIA. Si spacciavano per referenti della Sisal, la società che gestisce numerosi giochi, dal SuperEnalotto, al Superstar, al Win for life... E con una telefonata, e tanti giri di parole, riuscivano ad ingannare le loro vittime, tabaccai gestori delle ricevitorie non solo della provincia ma sparse un po’ su tutto il territorio nazionale. Racimolando in appena un paio d’anni un gruzzolo di almeno 90.000 euro. A porre fine al redditizio raggiro messo in piedi dai tre truffatori ci hanno pensato gli investigatori della sezione di Pistoia della Polizia postale. Che al termine di mesi di indagini – coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco – hanno fatto scattare le manette ai loro polsi. In esecuzione dell’ordinanza cautelare emessa dal gip Patrizia Martucci su richiesta del pm, agli arresti domiciliari sono finiti Mauro Lenzi, 64 anni, originario di Pistoia, Demetrio Caracciolo, 59, di origini calabresi, e Donato Laudicina, 50 anni, nato in provincia di Torino. Tutti residenti in Valdinievole, i tre erano già noti alle forze dell’ordine.
Le indagini della Postale di Pistoia hanno preso il via nel 2015, in seguito alle prime denunce presentate da alcuni esercenti pubblici della nostra provincia vittime dell’ingegnosa truffa. Che aveva inizio con una telefonata alla tabaccheria di turno. L’esercente veniva indotto a credere che all’altro capo del telefono vi fosse un referente della Sisal, che lo informava che attraverso i consueti controlli erano state riscontrate delle incongruenze contabili, degli ammanchi sugli importi che da quella ricevitoria avrebbero dovuto confluire nelle casse della società che gestisce i vari giochi in questione. Un problema che, comunque, sarebbe stato sanabile facilmente, con una ricarica tramite Postepay su una carta intestata alla Sisal.
In realtà gli estremi forniti alla vittima di turno erano quelli di una carta che apparteneva ai truffatori, che, effettuato l’accredito, provvedevano a prelevare immediatamente il denaro attraverso diversi sportelli automatici. In modo tale che quando il truffato si rendeva conto di ciò che era successo era troppo tardi per recuperare i soldi.
Gli investigatori ritengono che i tre abbiano truffato con questo metodo almeno 90.000 euro. Grazie alle prove da loro raccolte, il pm ha chiesto e ottenuto dal giudice preliminare l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare, motivata dal rischio di reiterazione del reato. (m.d.)

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