Sicurezza
Scontro su piazza Mazzini chiusa alle auto la domenica
di Maria Salerno
Il leghista Franceschi presenta un’interrogazione e chiede le dimissioni dell’assessore Di Vita, che replica: ci confrontiamo con le associazioni
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PESCIA. Botta e risposta tra il consigliere leghista Oliviero Franceschi e l’assessore al commercio Maurizio Di Vita.
Al centro del contendere la chiusura di piazza Mazzini alle automobili, avvenuta occasionalmente domenica 9 aprile, ma che qualcuno auspica divenga consuetudine. «Il suo assessore al commercio inciampa in se stesso — scrive provocatoriamente Franceschi in un’interrogazione al sindaco, che sarà discussa all’interno del prossimo consiglio comunale — Prima giura che per le domeniche sacre al commercio, la piazza non sarebbe mai stata chiusa, salvo poi cedere o soccombere alle pressioni di varie associazioni o di singoli esponenti, ma di fatto molto ascoltati e portatori (forse) di consensi elettorali. Che tipo di credibilità potrà avere da oggi in poi questo assessore soprattutto quando dovrà confrontarsi con le associazioni di settore, visto il comportamento tenuto in occasione del 9 aprile? Non ritiene che questo assessore debba fare pubbliche scuse e ammettere di ricoprire un ruolo a lui poco congeniale o addirittura di sudditanza nei confronti di associazioni e/o personaggi che in questo ruolo si presentano? Non crede che sarebbe stato più decoroso per l’assessore DiVita mettere sul tavolo le sue dimissioni da un incarico voluto a tutti i costi e con metodi politici di molto scorretti? ».
Non si fa attendere la replica dell’assessore al commercio, che sottolinea come Franceschi, che nella precedente amministrazione ricopriva il ruolo di vicesindaco, non abbia fatto nulla di concreto per rilanciare lo sviluppo economico e commerciale del territorio. «Sicuramente alla sua amministrazione va la responsabilità di aver firmato la convenzione sui parcheggi ospedalieri e la concessione ai privati della tariffazione parcheggi nel centro città e Collodi — risponde DiVita — Il consigliere Franceschi, così attento alle richieste dei commercianti, come mai non ascoltò le categorie economiche ed i cittadini che si opposero fortemente a quella scelta, tanto da fare una raccolta di firme? Queste sue scelte hanno aiutato i negozi del centro città? Come mai non ascoltò i commercianti, l’ex vicesindaco? È stata la nostra amministrazione a cercare di affrontare la questione delle tariffe di piazza Mazzini, ottenendo una conveniente tariffa di 80 centesimi e la sosta di cortesia nei primi 15 minuti, così da non danneggiare i negozi del centro a seguito della vostra decisione e consentire dunque una sosta agevole in piazza Mazzini e non disincentivarla. Questi sono fatti, non chiacchiere».
Per quanto riguarda la questione delle chiusure domenicali del centro l’amministrazione sta cercando di affrontare la questione, ha sottolineato l’assessore, che deve essere affrontata con equilibrio e senza improvvisazioni.
«È quello che seppur insediato da cinque mesi, sto facendo sapendo che non è un percorso semplice e che il ruolo delle associazioni di categoria sarà fondamentale — ha evidenziato l’assessore — Continuiamo questa riflessione assieme ai commercianti, ed alle loro associazioni di rappresentanza. Per parlare del commercio a Pescia bisogna essere credibili; non lo è chi è appartenuto ad una coalizione che ha preso le scelte che richiamavo e che sono sotto gli occhi di tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al centro del contendere la chiusura di piazza Mazzini alle automobili, avvenuta occasionalmente domenica 9 aprile, ma che qualcuno auspica divenga consuetudine. «Il suo assessore al commercio inciampa in se stesso — scrive provocatoriamente Franceschi in un’interrogazione al sindaco, che sarà discussa all’interno del prossimo consiglio comunale — Prima giura che per le domeniche sacre al commercio, la piazza non sarebbe mai stata chiusa, salvo poi cedere o soccombere alle pressioni di varie associazioni o di singoli esponenti, ma di fatto molto ascoltati e portatori (forse) di consensi elettorali. Che tipo di credibilità potrà avere da oggi in poi questo assessore soprattutto quando dovrà confrontarsi con le associazioni di settore, visto il comportamento tenuto in occasione del 9 aprile? Non ritiene che questo assessore debba fare pubbliche scuse e ammettere di ricoprire un ruolo a lui poco congeniale o addirittura di sudditanza nei confronti di associazioni e/o personaggi che in questo ruolo si presentano? Non crede che sarebbe stato più decoroso per l’assessore DiVita mettere sul tavolo le sue dimissioni da un incarico voluto a tutti i costi e con metodi politici di molto scorretti? ».
Non si fa attendere la replica dell’assessore al commercio, che sottolinea come Franceschi, che nella precedente amministrazione ricopriva il ruolo di vicesindaco, non abbia fatto nulla di concreto per rilanciare lo sviluppo economico e commerciale del territorio. «Sicuramente alla sua amministrazione va la responsabilità di aver firmato la convenzione sui parcheggi ospedalieri e la concessione ai privati della tariffazione parcheggi nel centro città e Collodi — risponde DiVita — Il consigliere Franceschi, così attento alle richieste dei commercianti, come mai non ascoltò le categorie economiche ed i cittadini che si opposero fortemente a quella scelta, tanto da fare una raccolta di firme? Queste sue scelte hanno aiutato i negozi del centro città? Come mai non ascoltò i commercianti, l’ex vicesindaco? È stata la nostra amministrazione a cercare di affrontare la questione delle tariffe di piazza Mazzini, ottenendo una conveniente tariffa di 80 centesimi e la sosta di cortesia nei primi 15 minuti, così da non danneggiare i negozi del centro a seguito della vostra decisione e consentire dunque una sosta agevole in piazza Mazzini e non disincentivarla. Questi sono fatti, non chiacchiere».
Per quanto riguarda la questione delle chiusure domenicali del centro l’amministrazione sta cercando di affrontare la questione, ha sottolineato l’assessore, che deve essere affrontata con equilibrio e senza improvvisazioni.
«È quello che seppur insediato da cinque mesi, sto facendo sapendo che non è un percorso semplice e che il ruolo delle associazioni di categoria sarà fondamentale — ha evidenziato l’assessore — Continuiamo questa riflessione assieme ai commercianti, ed alle loro associazioni di rappresentanza. Per parlare del commercio a Pescia bisogna essere credibili; non lo è chi è appartenuto ad una coalizione che ha preso le scelte che richiamavo e che sono sotto gli occhi di tutti».
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