Finanza
Boss della mafia nascosto a Traversagna
di Luca Signorini
Sorpreso a fare il barbecue sul terrazzo in una villetta, era latitante dall’anno scorso con condanne anche per omicidio
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MASSA E COZZILE. “U carateddu” stava preparando il barbecue sul balcone. Aria pulita e giornata primaverile. Non ha opposto resistenza quando gli uomini della Squadra Mobile di Catania e Pistoia, giovedì pomeriggio, hanno fatto irruzione nell'appartamento, al primo piano di una palazzina di via Deledda, tranquilla stradina senza sfondo nella frazione di Traversagna, di fronte al sacchettificio Nicoletti.
Chi è. Concetto Bonaccorsi, 56 anni, era latitante dal settembre 2016: dopo aver beneficiato di un permesso premio di 3 giorni, non aveva fatto ritorno nel penitenziario di Secondigliano (Napoli), dove doveva scontare la pena dell'ergastolo per i reati di omicidio aggravato, associazione per delinquere di stampo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L'uomo, insieme al fratello Ignazio, 60 anni, anche lui detenuto, è lo storico capo bastone dell'omonima famiglia, chiamata "Carateddi", dell'organizzazione Cappello-Bonaccorsi.
Le indagini. Dopo la scomparsa, le ricerche della polizia già da alcuni mesi si erano concentrata sulla zona di Montecatini. Una decina di giorni fa personale della Squadra Mobile di Catania si era trasferito in Valdinievole per proseguire le ricerche con l'appoggio dei colleghi di Pistoia. E proprio queste indagini hanno consentito di individuare un gruppo di case a Massa Cozzile. La svolta due giorni fa: i poliziotti, durante un servizio di osservazione, notavano una donna (che corrispondeva alla moglie del ricercato) uscire sul terrazzo di un appartamento di via Deledda. Dopo un'oretta ecco affacciarsi Bonaccorsi, intento a preparare un barbecue.
Il blitz. A quel punto gli agenti circondavano l’immobile e poi facevano irruzione nell'abitazione. Bonaccorsi, senza opporre resistenza, è stato condotto alla questura di Pistoia per i controlli del caso, e quindi accompagnato nel carcere di Prato. Rinvenute e sequestrate all’interno dell’appartamento una carta d’identità e una patente di guida intestate a un uomo residente a Catania.
Profilo criminale. Storia lunga. Il primo capitolo l'11 luglio '91: arrestato da latitante al municipio di Valverde (Catania) dove si era recato per sposarsi. Era ricercato perché a febbraio aveva assassinato nel torinese due ladri d'auto colpevoli di avergli rubato una Fiat Uno turbo, i cui cadaveri vennero trovati in una discarica con ferite d’arma da fuoco alla testa. Nel febbraio '93 riuscì a sottrarsi a un provvedimento restrittivo nei confronti di 79 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, estorsioni e altri reati. Il 21 aprile '93 venne arrestato in flagranza di reato per l’omicidio di Marco De Zorzi, commesso dentro un ascensore a Cassolnovo (Pavia): Bonaccorsi è stato condannato in Appello a 23 anni e 9 mesi di reclusione. Tra il '97 e il 2000 le altre condanne: 8 anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso, ergastolo per i reati di omicidio, detenzione e porto illegale di armi, 30 anni per omicidio in concorso, commesso a Milano nel 1990. L'ultimo arresto il 23 ottobre 2009, insieme ad altri 49 affiliati al clan Cappello-Bonaccorsi.
Chi è. Concetto Bonaccorsi, 56 anni, era latitante dal settembre 2016: dopo aver beneficiato di un permesso premio di 3 giorni, non aveva fatto ritorno nel penitenziario di Secondigliano (Napoli), dove doveva scontare la pena dell'ergastolo per i reati di omicidio aggravato, associazione per delinquere di stampo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L'uomo, insieme al fratello Ignazio, 60 anni, anche lui detenuto, è lo storico capo bastone dell'omonima famiglia, chiamata "Carateddi", dell'organizzazione Cappello-Bonaccorsi.
Le indagini. Dopo la scomparsa, le ricerche della polizia già da alcuni mesi si erano concentrata sulla zona di Montecatini. Una decina di giorni fa personale della Squadra Mobile di Catania si era trasferito in Valdinievole per proseguire le ricerche con l'appoggio dei colleghi di Pistoia. E proprio queste indagini hanno consentito di individuare un gruppo di case a Massa Cozzile. La svolta due giorni fa: i poliziotti, durante un servizio di osservazione, notavano una donna (che corrispondeva alla moglie del ricercato) uscire sul terrazzo di un appartamento di via Deledda. Dopo un'oretta ecco affacciarsi Bonaccorsi, intento a preparare un barbecue.
Il blitz. A quel punto gli agenti circondavano l’immobile e poi facevano irruzione nell'abitazione. Bonaccorsi, senza opporre resistenza, è stato condotto alla questura di Pistoia per i controlli del caso, e quindi accompagnato nel carcere di Prato. Rinvenute e sequestrate all’interno dell’appartamento una carta d’identità e una patente di guida intestate a un uomo residente a Catania.
Profilo criminale. Storia lunga. Il primo capitolo l'11 luglio '91: arrestato da latitante al municipio di Valverde (Catania) dove si era recato per sposarsi. Era ricercato perché a febbraio aveva assassinato nel torinese due ladri d'auto colpevoli di avergli rubato una Fiat Uno turbo, i cui cadaveri vennero trovati in una discarica con ferite d’arma da fuoco alla testa. Nel febbraio '93 riuscì a sottrarsi a un provvedimento restrittivo nei confronti di 79 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, estorsioni e altri reati. Il 21 aprile '93 venne arrestato in flagranza di reato per l’omicidio di Marco De Zorzi, commesso dentro un ascensore a Cassolnovo (Pavia): Bonaccorsi è stato condannato in Appello a 23 anni e 9 mesi di reclusione. Tra il '97 e il 2000 le altre condanne: 8 anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso, ergastolo per i reati di omicidio, detenzione e porto illegale di armi, 30 anni per omicidio in concorso, commesso a Milano nel 1990. L'ultimo arresto il 23 ottobre 2009, insieme ad altri 49 affiliati al clan Cappello-Bonaccorsi.
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