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Tassa di soggiorno, per gli albergatori legge da cambiare
MONTECATINI. «Il Parlamento metta mano urgentemente al regolamento sulla tassa di soggiorno, che oggi ci vede rischiare una pena maggiore di quella applicata nei confronti di chi fa un furto armato»....
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MONTECATINI. «Il Parlamento metta mano urgentemente al regolamento sulla tassa di soggiorno, che oggi ci vede rischiare una pena maggiore di quella applicata nei confronti di chi fa un furto armato». Le tre associazioni degli albergatori (la firma sul comunicato è quella di Fabio Cenni per Assohotel, Dante Simoncini per Apam e Sabrina Gilardi per Pistoia Turismo) intervengono congiuntamente dopo le polemiche dei giorni scorsi circa quella che definiscono una “normativa stravagante”.
«In questi giorni — scrivono le tre associazioni in un comunicato stampa — abbiamo assistito a un dibattito a senso unico sul tema della tassa di soggiorno. Teniamo innanzi a tutto a precisare che gli imprenditori messi sotto accusa avevano a suo tempo dichiarato l’importo dovuto, che è stato, nella maggioranza dei casi, regolarmente versato prima dell’inizio del processo. Di fatto, si tratta quindi in prevalenza di ritardati versamenti, fattispecie per la quale il nostro regolamento comunale prevede una sanzione amministrativa»-
«Invece, a causa di una normativa lacunosa — prosegue la nota — l’albergatore rischia di andare incontro a una pena abnorme, addirittura più pesante di quella prevista per un furto in appartamento con uso di armi. Ci auguriamo che la ragionevolezza prevalga e che non vengano applicate sanzioni draconiane a chi, in un momento di grave crisi, si è trovato a fronteggiare un dilemma impossibile da dirimere, dovendo scegliere tra il tempestivo versamento dell’imposta ed il pagamento degli stipendi e delle utenze, elementi indispensabili per consentire ai dipendenti e all’impresa stessa di andare avanti».
«Inoltre, per evitare che casi come questi abbiano a ripetersi — concludono Assohotel, Apam e Pistoia Turismo — sarà nostra cura richiamare l’attenzione e l’impegno dei nostri rappresentanti in Parlamento, affinché si attivino celermente per correggere questa evidente incongruenza, nell’interesse di tutta la collettività. Ci auguriamo, infine, che venga presto adottato il regolamento nazionale sull’imposta di soggiorno, previsto dalla legge del 2011 e mai emanato, che potrebbe fugare molte delle incertezze e delle contraddizioni che attualmente caratterizzano l’applicazione dell’imposta».
«In questi giorni — scrivono le tre associazioni in un comunicato stampa — abbiamo assistito a un dibattito a senso unico sul tema della tassa di soggiorno. Teniamo innanzi a tutto a precisare che gli imprenditori messi sotto accusa avevano a suo tempo dichiarato l’importo dovuto, che è stato, nella maggioranza dei casi, regolarmente versato prima dell’inizio del processo. Di fatto, si tratta quindi in prevalenza di ritardati versamenti, fattispecie per la quale il nostro regolamento comunale prevede una sanzione amministrativa»-
«Invece, a causa di una normativa lacunosa — prosegue la nota — l’albergatore rischia di andare incontro a una pena abnorme, addirittura più pesante di quella prevista per un furto in appartamento con uso di armi. Ci auguriamo che la ragionevolezza prevalga e che non vengano applicate sanzioni draconiane a chi, in un momento di grave crisi, si è trovato a fronteggiare un dilemma impossibile da dirimere, dovendo scegliere tra il tempestivo versamento dell’imposta ed il pagamento degli stipendi e delle utenze, elementi indispensabili per consentire ai dipendenti e all’impresa stessa di andare avanti».
«Inoltre, per evitare che casi come questi abbiano a ripetersi — concludono Assohotel, Apam e Pistoia Turismo — sarà nostra cura richiamare l’attenzione e l’impegno dei nostri rappresentanti in Parlamento, affinché si attivino celermente per correggere questa evidente incongruenza, nell’interesse di tutta la collettività. Ci auguriamo, infine, che venga presto adottato il regolamento nazionale sull’imposta di soggiorno, previsto dalla legge del 2011 e mai emanato, che potrebbe fugare molte delle incertezze e delle contraddizioni che attualmente caratterizzano l’applicazione dell’imposta».
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