Il Tirreno

Montecatini

Bancarotte sospette in tre società, scattano i sequestri a ville e auto

Fabio Calamati
Paolo Rafanelli, uno dei principali indagati
◗
Paolo Rafanelli, uno dei principali indagati

Per la Procura le srl furono svuotate di beni e denaro per oltre 5 milioni, più imposte evase per altri 5. 14 indagati, sigilli a beni degli imprenditori Paolo Rafanelli e Felice Buonanno e del commercialista Fera

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Il reato ipotizzato dalla Procura di Pistoia è la bancarotta fraudolenta: tre società con sedi in Valdinievole o a Pistoia, fallite tra il 2015 e il 2016, sarebbero state in realtà proditoriamente svuotate di beni e denaro, per una somma di circa 5 milioni e 300.000 euro, con evasione di imposte sui redditi e di Iva per 5 milioni e occultamento e/o sottrazione delle scritture contabili. Le tre società sono la Campania Multiutility srl con sede a Ponte Buggianese, la Gestioni & Servizi srl di Pieve a Nievole e la Amerigo srl, sede legale in via Buonarroti a Pistoia.

Sotto accusa sono finite 14 persone, tra cui gli 8 membri degli organi di controllo e vigilanza delle tre aziende. Nei confronti di altri tre indagati, un commercialista e due imprenditori, sono scattati provvedimenti di sequestro preventivo su beni immobili, mobili registrati e denaro per un valore di 4,9 milioni di euro complessivi. Ad essere colpiti dai provvedimenti, emessi dal tribunale di Pistoia e messi in atto nella giornata di ieri dagli uomini della Guardia di finanza, sono stati in particolare gli imprenditori Paolo Rafanelli, 53 anni, pistoiese ma residente a Sesto Fiorentino e con studio a Firenze, noto soprattutto come ex presidente di Fidi Toscana, la finanziaria partecipata dalla Regione, e Felice Buonanno, 61 anni, originario di Benevento ma residente da tempo a Chiesina Uzzanese; e il commercialista Vincenzo Fera, 62enne, originario di Reggio Calabria, con studio e abitazione a Montecatini. Il sequestro è scattato nei confronti di una villa con garage a Chiesina Uzzanese, di un’altra villa all’Isola d’Elba e di due automobili, oltre che di alcuni conti correnti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15186391:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15186391:1652371730/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


Secondo la ricostruzione della Procura (l’inchiesta è diretta dal procuratore Paolo Canessa e dal sostituto Paolo Di Vizio), sono loro tre le persone direttamente coinvolte nei fatti criminali.
L’azienda-perno del gruppo sembra fosse la Gestioni & Servizi, fallita nel 2016 . I soci principali erano Rafanelli e Buonanno con il 50 e il 40% delle quote rispettivamente, mentre amministratore unico era Vincenzo Fera. Questa società controllava quasi al cento per cento la Campania Multiutility, anch’essa fallita nel 2016 e con amministratore unico Felice Buonanno. La Campania, infine, deteneva la maggioranza (52%) delle quote della terza società, la Amerigo, nella cui compagine societaria erano però presenti Rafanelli e Buonanno con il 24% ciascuno. Anche di questa ultima srl Buonanno figura come amministratore unico.


«Stiamo esaminando il provvedimento di sequestro – ha spiegato in serata l’avvocato Claudio Del Rosso, difensore di Fera – probabilmente faremo ricorso. Comunque il mio assistito si dichiara completamente estraneo».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa