Sicurezza
Faceva prostituire le sorelle: in manette col marito e l’amico
di Francesco Turchi
La coppia è residente a Massa Cozzile. Lui “tassista” fino a Galleno lei gestiva l’incasso girando parte dei soldi a un altro albanese
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FUCECCHIO. Lei aveva reclutato le sorelle e gestiva i soldi (girando una parte dell’incasso all’amico), mentre suo marito faceva il tassista. I tre sono stati arrestati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Si tratta di Augusto D'Agostino, 69 anni, e della moglie albanese Resmije Haxhiaj di 32 anni, entrambi residenti nel comune di Massa e Cozzile, nonché di Doka Sphetim, un albanese di 41 anni senza fissa dimora.
Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Pistoia, su richiesta del pm Paolo Canessa, sono state eseguite ieri mattina, al termine delle indagini dei carabinieri di Fucecchio, andati avanti per sei mesi, scattate (esattamente un anno fa) in seguito a una serie di segnalazioni dei cittadini di Galleno che ogni giorno vedevano due-tre prostitute sulle strade che attraversano le Cerbaie e in particolare sulla provinciale Romana Lucchese. A quel punto i militari di piazza Montanelli hanno avviato una lunga attività investigativa, fatta di pedinamenti e appostamenti. Che, prima di tutto, hanno confermato il continuo via-vai di clienti, che contrattavano la prestazione e poi si appartavano. Ma i carabinieri hanno anche individuato in particolare una Mercedes che quotidianamente raggiungeva la frazione Galleno e faceva scendere due donne. Da lì si è quindi cercato di capire il luogo di provenienza sia dell’accompagnatore sia delle ragazze, individuandoli in provincia di Pistoia.
Una volta identificati i soggetti, il passo successivo è stato quello di individuare i ruoli e capire se effettivamente si potesse parlare di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Dai successivi accertamenti, effettuati anche sui movimenti di denaro, è emerso che i due coniugi sfruttavano l’attività di prostituzione della sorella della donna. In pratica il denaro guadagnato grazie alle prestazioni andava interamente a D’Agostino Haxhiaj, con quest’ultima che gestiva il “cassetto” e spartiva i soldi per le varie esigenze.
Tra queste, ad insaputa del marito, c’era anche quella di inviare periodicamente denaro a un amico albanese, il terzo arrestato, che viveva esclusivamente dei proventi della prostituzione grazie ai quali è riuscito anche a comprare una Mercedes Ml del valore di circa 40.000 euro ed esportata in Albania.
Il denaro veniva consegnato direttamente all’uomo, quando era in Italia, o tramite money transfer quando si recava in Albania. Secondo quanto è emerso dalle indagini, quest’ultimo aveva contatti anche con altri sfruttatori ai quali chiedeva o proponeva donne provenienti dall’Albania o da altre regioni da avviare alla prostituzione.
Resmije Haxhiaj, abilmente, e senza mai farsi accorgere dal marito ha inviato, solo tramite money transfer, quasi mille euro al mese a Doka Sphetim, forse per un rapporto di sudditanza o per debiti pregressi nei confronti dello stesso. Con il restante denaro si occupava invece del mantenimento di tutti gli altri. Ad un certo punto, probabilmente perché dovevano incrementare gli incassi, la donna albanese ha fatto traferire in Italia anche un’altra sorella, poco più che maggiorenne, che è stata immediatamente avviata alla prostituzione, sempre a Galleno.
A D’Agostino viene contestato il fatto di aver accompagnato quotidianamente sul “posto di lavoro” le prostitute alle quali ha sempre procurato anche il cibo e i preservativi, aiutando poi la moglie nella gestione del denaro.
L’albanese invece viveva esclusivamente grazie ai soldi incassati dalle prostitute.
I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Pistoia, mentre la donna resterà agli arresti domiciliari nella propria abitazione a Massa e Cozzile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Pistoia, su richiesta del pm Paolo Canessa, sono state eseguite ieri mattina, al termine delle indagini dei carabinieri di Fucecchio, andati avanti per sei mesi, scattate (esattamente un anno fa) in seguito a una serie di segnalazioni dei cittadini di Galleno che ogni giorno vedevano due-tre prostitute sulle strade che attraversano le Cerbaie e in particolare sulla provinciale Romana Lucchese. A quel punto i militari di piazza Montanelli hanno avviato una lunga attività investigativa, fatta di pedinamenti e appostamenti. Che, prima di tutto, hanno confermato il continuo via-vai di clienti, che contrattavano la prestazione e poi si appartavano. Ma i carabinieri hanno anche individuato in particolare una Mercedes che quotidianamente raggiungeva la frazione Galleno e faceva scendere due donne. Da lì si è quindi cercato di capire il luogo di provenienza sia dell’accompagnatore sia delle ragazze, individuandoli in provincia di Pistoia.
Una volta identificati i soggetti, il passo successivo è stato quello di individuare i ruoli e capire se effettivamente si potesse parlare di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Dai successivi accertamenti, effettuati anche sui movimenti di denaro, è emerso che i due coniugi sfruttavano l’attività di prostituzione della sorella della donna. In pratica il denaro guadagnato grazie alle prestazioni andava interamente a D’Agostino Haxhiaj, con quest’ultima che gestiva il “cassetto” e spartiva i soldi per le varie esigenze.
Tra queste, ad insaputa del marito, c’era anche quella di inviare periodicamente denaro a un amico albanese, il terzo arrestato, che viveva esclusivamente dei proventi della prostituzione grazie ai quali è riuscito anche a comprare una Mercedes Ml del valore di circa 40.000 euro ed esportata in Albania.
Il denaro veniva consegnato direttamente all’uomo, quando era in Italia, o tramite money transfer quando si recava in Albania. Secondo quanto è emerso dalle indagini, quest’ultimo aveva contatti anche con altri sfruttatori ai quali chiedeva o proponeva donne provenienti dall’Albania o da altre regioni da avviare alla prostituzione.
Resmije Haxhiaj, abilmente, e senza mai farsi accorgere dal marito ha inviato, solo tramite money transfer, quasi mille euro al mese a Doka Sphetim, forse per un rapporto di sudditanza o per debiti pregressi nei confronti dello stesso. Con il restante denaro si occupava invece del mantenimento di tutti gli altri. Ad un certo punto, probabilmente perché dovevano incrementare gli incassi, la donna albanese ha fatto traferire in Italia anche un’altra sorella, poco più che maggiorenne, che è stata immediatamente avviata alla prostituzione, sempre a Galleno.
A D’Agostino viene contestato il fatto di aver accompagnato quotidianamente sul “posto di lavoro” le prostitute alle quali ha sempre procurato anche il cibo e i preservativi, aiutando poi la moglie nella gestione del denaro.
L’albanese invece viveva esclusivamente grazie ai soldi incassati dalle prostitute.
I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Pistoia, mentre la donna resterà agli arresti domiciliari nella propria abitazione a Massa e Cozzile.
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