Il dolore
Duecento cittadini dichiarano guerra al Consorzio
di Luca Signorini
Affollatissima assemblea al Palacongressi Escluso (per ora) il ricorso tributario
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MONTECATINI. Un Comitato stabile, per seguire ogni contribuente e controllare la gestione del Consorzio 4 Basso Valdarno; la petizione da inviare in Regione per chiedere il congelamento della gabella e il commissariamento dell'ente; un'assemblea del Consorzio dove imporre all'ordine del giorno la situazione della Valdinievole e rivedere i piani di classifica (basta l'iniziativa di 100 consorziati secondo l'articolo 37 dello Statuto). Sono queste le tre mosse votate all'unanimità (con alzata di mano) nell'incontro pubblico di lunedì sera al palazzo dei congressi, convocato dal gruppo Consorziati Valdinievole a cui hanno partecipato circa 200 cittadini.
Tutti mobilitati contro il rincaro della tassa di bonifica targata 2017, che ha scaricato su centinaia di famiglie bollette da 60-70 euro di media, con incrementi del 50%.
In questa prima fase, quindi, non ci sarà nessuna azione legale (per il ricorso al Tar il tempo è tiranno, visto che sono scaduti i termini di legge): resta la possibilità di un appello in commissione tributaria, ma gli stessi avvocati presenti, Francesca Cipriani e Valentina Iezzi, ne hanno sconsigliato l'attuazione, tra l'altro contro il loro stesso interesse. Il procedimento si potrà anche fare (e ha dei costi), ma solo dopo l’eventuale fallimento dei progetti alternativi e quando il Consorzio avrà emesso le cartelle esattoriali.
La Valdinievole, che secondo i partecipanti all’assemblea è vista dal Consorzio (che ha sede a Pisa) come la periferia di un Reame, spera naturalmente di non arrivare a tanto.
Il dibattito, comunque, è stato composto e neppure troppo rumoroso, le poltroncine erano tutte occupate in una sala piena all'interno di una mega struttura, quella sì desolatamente deserta.
Padroni di casa Pietro Neri, ex sindaco di Ponte Buggianese, Gino Biondi, ex amministratore (per 15 anni) del Consorzio quando era Padule di Fucecchio (fino al 2014, anno di nascita del Basso Valdarno) e Marianna Sorini, che insieme a Luigi Bellandi e Ornella Damaddio saranno i membri esecutivi del costituendo Comitato. «Noi non partiamo dall'anno zero, abbiamo una storia consolidata - ha detto Neri - il Consorzio è un soggetto necessario per governare l'aspetto idraulico del nostro fragilissimo territorio. Ma da un anno all'altro, con le stesse manutenzioni, ci siamo visti raddoppiare il tributo. Non crediamo nelle capacità autocorrettive della dirigenza del Consorzio, per questo ci rivolgiamo al soggetto controllore, cioè la Regione Toscana».
Biondi snocciola invece cifre e numeri anche se, afferma, «non ho ricevuto alcuna risposta alla lettera inviata al presidente Marco Monaco in cui chiedevo alcune indicazioni». In sostanza: dai 6 milioni di introti e 2 di lavori nel 2014, si è passati ai 16 milioni e 1,9 di lavori nel 2017, ma con le bollette cresciute. «Il personale costa oltre 6 milioni di euro, e con il Pov in approvazione andranno ad assumere altri dirigenti - ha aggiunto - il nostro Consorzio era senza operai e appaltava opere, e con i ribassi d'asta potevamo fare altri interventi. Possiamo anche pagarla questa tassa, ma deve essere un acconto per i ruoli successivi, che probabilmente aumenteranno ancora».
Seguono diversi interventi di cittadini tartassati, più o meno dello stesso tenore. Si fa avanti anche Confconsumatori con il presidente provinciale Giuseppe Pezzino: «In queste settimane abbiamo raccolto circa 300 cartelle, ci mettiamo a disposizione delle persone in maniera gratuita».
Quindi le parole dei legali, utili per delineare una controffensiva. Comitato, petizione, assemblea (la sottoscrizione proseguirà comunque per un'altra settimana), queste le decisioni nel tentativo di cambiare la sostanza delle cose. E alla fine tutti in fila al desk dove i contribuenti hanno vergato la propria firma, pronti a scendere in battaglia.
Tutti mobilitati contro il rincaro della tassa di bonifica targata 2017, che ha scaricato su centinaia di famiglie bollette da 60-70 euro di media, con incrementi del 50%.
In questa prima fase, quindi, non ci sarà nessuna azione legale (per il ricorso al Tar il tempo è tiranno, visto che sono scaduti i termini di legge): resta la possibilità di un appello in commissione tributaria, ma gli stessi avvocati presenti, Francesca Cipriani e Valentina Iezzi, ne hanno sconsigliato l'attuazione, tra l'altro contro il loro stesso interesse. Il procedimento si potrà anche fare (e ha dei costi), ma solo dopo l’eventuale fallimento dei progetti alternativi e quando il Consorzio avrà emesso le cartelle esattoriali.
La Valdinievole, che secondo i partecipanti all’assemblea è vista dal Consorzio (che ha sede a Pisa) come la periferia di un Reame, spera naturalmente di non arrivare a tanto.
Il dibattito, comunque, è stato composto e neppure troppo rumoroso, le poltroncine erano tutte occupate in una sala piena all'interno di una mega struttura, quella sì desolatamente deserta.
Padroni di casa Pietro Neri, ex sindaco di Ponte Buggianese, Gino Biondi, ex amministratore (per 15 anni) del Consorzio quando era Padule di Fucecchio (fino al 2014, anno di nascita del Basso Valdarno) e Marianna Sorini, che insieme a Luigi Bellandi e Ornella Damaddio saranno i membri esecutivi del costituendo Comitato. «Noi non partiamo dall'anno zero, abbiamo una storia consolidata - ha detto Neri - il Consorzio è un soggetto necessario per governare l'aspetto idraulico del nostro fragilissimo territorio. Ma da un anno all'altro, con le stesse manutenzioni, ci siamo visti raddoppiare il tributo. Non crediamo nelle capacità autocorrettive della dirigenza del Consorzio, per questo ci rivolgiamo al soggetto controllore, cioè la Regione Toscana».
Biondi snocciola invece cifre e numeri anche se, afferma, «non ho ricevuto alcuna risposta alla lettera inviata al presidente Marco Monaco in cui chiedevo alcune indicazioni». In sostanza: dai 6 milioni di introti e 2 di lavori nel 2014, si è passati ai 16 milioni e 1,9 di lavori nel 2017, ma con le bollette cresciute. «Il personale costa oltre 6 milioni di euro, e con il Pov in approvazione andranno ad assumere altri dirigenti - ha aggiunto - il nostro Consorzio era senza operai e appaltava opere, e con i ribassi d'asta potevamo fare altri interventi. Possiamo anche pagarla questa tassa, ma deve essere un acconto per i ruoli successivi, che probabilmente aumenteranno ancora».
Seguono diversi interventi di cittadini tartassati, più o meno dello stesso tenore. Si fa avanti anche Confconsumatori con il presidente provinciale Giuseppe Pezzino: «In queste settimane abbiamo raccolto circa 300 cartelle, ci mettiamo a disposizione delle persone in maniera gratuita».
Quindi le parole dei legali, utili per delineare una controffensiva. Comitato, petizione, assemblea (la sottoscrizione proseguirà comunque per un'altra settimana), queste le decisioni nel tentativo di cambiare la sostanza delle cose. E alla fine tutti in fila al desk dove i contribuenti hanno vergato la propria firma, pronti a scendere in battaglia.
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