Il Tirreno

Montecatini

Marliana, tornano le feste

Marliana, tornano le feste

Oggi la Sagra delle frittelle. Nuova vita in paese con la Pro loco

3 MINUTI DI LETTURA





MARLIANA. È arroccato su un monticello, nascosto dai boschi, vi si accede con una strada tortuosa. Lo scorgi dietro un curvone: piccolo paese, viuzze lastricate, un centinaio di abitanti, svetta il campanile. Domina dall'alto la vallata, 500 metri sopra la pianura. Nei mesi invernali tenta di fare capolino tra la foschia. Quando è limpido, si fa ammirare i contorni. Ma era rimasto isolato: seconde case spesso vuote, un albergo chiuso, servizi depotenziati, residenti anziani e stanchi. Poi è arrivata la Pro loco.

Anno di (ri)fondazione 2012. Da quel momento Marliana ha (ri)cominciato a vivere. La piazza è un concentrato di umanità: il bar, la farmacia, le poste, l'alimentari, il circolo (e sede della Misericordia), lo studio medico. Un ripido selciato porta al municipio, da lì alla chiesa. Verso monte pure un piccolo parco giochi, un giardinetto, sullo sfondo la scuola. In 200 metri ci si incontra, si parla e si discute. Qui il borgo si è scrollato di dosso la sua depressione. Che qualcosa era cambiato lo si è capito nell'agosto 2012: circa 1.200 persone non si perdono la prima edizione di "Senti come mi brace", quattro serate di bistecca, vino e rosticciana accomodati in un banchetto sotto le stelle (da allora l'appuntamento è cresciuto, fino a toccare le due settimane nel 2016). Quindi nasce la Pro Loco: dodici consiglieri, decine di attivisti. Tutti giovani. "In pochissimi anni siamo riusciti a costruire un gruppo fantastico con lo scopo di valorizzare il nostro paese", dicono Pablo Luisi e Luigi Mucci, tra i principali animatori di un'associazione che da pochi mesi ha anche un gruppo junior, formato da ragazzi tra i 12 e i 16 anni.

Adesso viene il bello. A Marliana tornano le feste storiche: ad aprile la Sagra delle frittelle (quest'anno ricorre l'edizione numero 54, in programma proprio oggi, con il manifesto realizzato dai bambini delle elementari), a luglio la Passeggiata gastronomica per riscoprire la cucina contadina. Le iniziative sono anche altre: nel 2016 la prima volta della Sagra del cinghiale organizzata in collaborazione con l'associazione "Il campanile" (che ha donato 4.300 euro alle scuole delle zone colpite dal terremoto nel centro Italia), la cena solidale "Marliana Amatriciana", i match benefici di calcio al campo sportivo, la Befana e Babbo Natale che portano doni ai bambini. Resta da applausi l'appellativo "marlianeri", affibbiato ai giovani migranti catapultati quassù: diversi di loro, tra l'altro, li vedi servire ai tavoli o dietro ai pentoloni durante le sagre paesane. Memoria, solidarietà, goliardia, senso di comunità. E qualche terapeutico bicchiere di vino. Adesso c'è da diventare grandi: «Vogliamo proseguire con le feste principali, e magari organizzarne altre - dicono dalla Pro Loco - fare pulizia e ristrutturazione delle vie storiche con l'abbellimento di piante e fiori: l'intenzione è far tornare Marliana meta di turismo estivo tramite eventi e manifestazioni. E chiediamo che il Comune ci stia accanto il più possibile». Questi ragazzi lo meritano, lo merita la storia di un paese nascosto dietro un curvone.

Luca Signorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa