La manifestazione
Compagnia di assicurazioni contro ex agenti: è scontro
Dopo 50 anni la storica agenzia montecatinese Pieri divorzia dalla Zurich e i contrasti legali arrivano fino in Parlamento
MONTECATINI. Era la vigilia di Natale del 1966 quando Arnaldo Pieri fece sottoscrivere il primo contratto di assicurazione a un montecatinese e lo assicurò sui rischi derivanti dal possesso e uso di un ciclomotore, quando l’obbligatorietà dell’assicurazione dei veicoli non era ancora legge. Con quell’atto cominciò ufficialmente il rapporto di lavoro fra Pieri e la compagnia assicuratrice Zurich.
Un rapporto di lavoro durato cinquant’anni prima di concludersi in maniera non serena l’anno scorso e finito addirittura sui banchi del Parlamento con una interrogazione presentata dall’onorevole montecatinese, Edoardo Fanucci, perché sintomatico di un rapporto conflittuale che sempre di più si sta generalizzando a livello nazionale fra le compagnie assicuratrici, che vorrebbero continuare ad avere solo agenti monomandatari, e professionisti che invece vorrebbero beneficiare della legge Bersani del 2007 sulla libertà degli agenti e sul libero esercizio dell’intermediazione assicurativa garantita dal plurimandato.
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Il motivo del contendere attuale fra Enrico, Andrea e Piero (figli ed eredi dell’attività di Arnaldo Pieri), e la compagnia assicuratrice Zurich però è principalmente di carattere economico e diretto ad ottenere il settanta per cento della liquidazione che a distanza di un anno non hanno ancora ricevuto. E si parla di alcune centinaia di migliaia di euro. Ma il caso Pieri-Zurich è finito sui banchi del Parlamento soprattutto perché sintomatico di un rapporto ormai sempre più conflittuale fra agenti e compagnie ed è lo stesso sindacato degli agenti di assicurazione Sna a dichiarare che la situazione che si vive oggi nel mondo delle assicurazioni non sarebbe rispettosa della legge Bersani che introduceva il principio della concorrenza.
«Abbiamo più volte fatto presente alla compagnia Zurich, quando eravamo monomandatari – racconta Enrico Pieri – Che molti prodotti assicurativi andavano rivisti per andare incontro ai clienti e per poter continuare ad essere competitivi sul mercato con le altre compagnie. Ci siamo sempre scontrati con un muro di gomma e abbiamo cominciato a notare una pericolosa emorragia di clienti che per la compagnia magari rappresentava poca cosa ma che per la nostra agenzia poteva diventare rischiosa».
Per non perdere i clienti i fratelli Pieri decidono nel 2015 di approfittare della legge Bersani e accettare il mandato anche dell’Unipol Sai. «A quel punto l’atteggiamento della compagnia Zurich è profondamente cambiato nei nostri confronti – aggiunge Enrico Pieri – Per circa un anno hanno fatto buon viso a cattivo gioco, poi hanno cominciato a fare tutta una serie di azioni vessatorie che ci hanno portati a dare le dimissioni. Quindi sono venuti gli ispettori per recuperare tutti i loro mezzi. Non è stato fatto alcun appunto e auspicavamo che anche per quanto riguardava le nostre spettanze tutto venisse liquidato velocemente. Ed invece a distanza di un anno non solo non abbiamo ricevuto quanto ci spetta di liquidazione ma la compagnia non si è fatta viva neppure per annunciare il loro conteggio su cui confrontarci».
«La legge Bersani introduceva un concetto semplice: la concorrenza deve essere stimolata, sbloccata e deve essere il punto di riferimento del mercato assicurativo troppo rigido, a volte opaco, a vantaggio dei consumatori - ha detto Fanucci durante il suo intervento alla Camera - ma oggi scopriamo che questa legge, a dieci anni di distanza, è ancora in gran parte inattuata, non trova una concreta applicazione nella realtà da parte delle compagnie. Il Parlamento ha il dovere di stimolare tutti gli organi competenti affinché quelle disposizioni trovino concreta attuazione. Chiediamo rispetto della normativa nazionale, rispetto del consumatore, rispetto degli agenti di assicurazione, rispetto di un mercato in continua evoluzione e di una legge che deve essere completamente applicata».
A questa interrogazione presentata dall’onorevole Fanucci e sottoscritta in via bipartisan da altri quaranta parlamentari, è seguita la presa di posizione del presidente del sindacato nazionale agenti di assicurazione, Claudio Demozzi: «Oggi non è stata rappresentata in Parlamento la sola famiglia Pieri ma tutti gli agenti che dal 2007 in poi sono stati vessati, tormentati, revocati o costretti alle dimissioni per aver esercitato un diritto sancito dalla legge: quello di operare in plurimandato, per offrire ai loro assicurati il più ampio ventaglio possibile di proposte. E non solo Zurich, oggi, è stata portata alla ribalta come esempio di un comportamento da non adottare, ma tutte le Compagnie che, da dieci anni a questa parte, impediscono alle loro reti di impostare l’attività professionale di agenzia liberamente, così come la legge prevede».
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