Gioco
Trasferimento farmacia mezzo paese si oppone
Petizione con 224 firme degli abitanti di San Baronto al sindaco di Lamporecchio. Chiedono la revoca della delibera e non si fidano del “dispensario annuale”
LAMPORECCHIO. Avevano già espresso il proprio malcontento durante un'infuocata assemblea, il 3 marzo scorso. E, dopo le parole, gli abitanti delle frazioni collinari di San Baronto e Porciano sono passati ai fatti, scrivendo una petizione a cui hanno aderito 224 persone. Metà paese, insomma, ha dichiarato la propria contrarietà al trasferimento della farmacia di via Montalbano al polo commerciale di piazza Falcone, attraverso una lettera che, giovedì 30 marzo, è arrivata sulla scrivania del sindaco Alessio Torrigiani.
«Le scriviamo - si legge nel documento - per rinnovare la nostra preoccupazione e la nostra protesta. Durante l'assemblea, alcuni di noi hanno cercato con forza di sottolineare quanto fossero gravi sul piano sociale, politico e, forse, persino giuridico le scelte e i conseguenti atti amministrativi che codesto ente ha compiuto». Il riferimento è alla delibera del 29 novembre 2016, con cui la giunta ha provveduto a “procedere ad una revisione ordinaria della pianta organica delle farmacie”.
«Un percorso - prosegue la nota - durato oltre un anno e che l'amministrazione ha compiuto in assoluto silenzio, senza mai informare la popolazione e senza preoccuparsi dell'impatto sociale che una simile scelta avrebbe avuto sul territorio collinare».
Ma i firmatari fanno leva anche su un altro aspetto: i due pareri sfavorevoli che l'Azienda Usl ha rilasciato sulla questione. «Si legge - scrivono - che l'amministrazione ha chiesto di trasferire la farmacia da San Baronto perché ritenuta non più utile per le esigenze della popolazione. L'Asl ricorda, però, che la farmacia è un servizio dello Stato dato in concessione ai privati e che, in primo luogo, vanno tutelati i cittadini prima ancora che gli interessi privati. E che, inoltre, il trasferimento da San Baronto, per via della vicinanza con l'altra farmacia, consentirebbe un'eccessiva concentrazione delle due farmacie nel centro cittadino».
E al sindaco Torrigiani, che ha garantito l'apertura di un presidio farmaceutico a San Baronto «senza limiti temporali o di orario alla sua apertura», i cittadini chiedono: «In cosa consiste il vostro impegno per mantenere un presidio farmaceutico? A vantaggio di chi va questo trasferimento? E, soprattutto, come è possibile garantire l'apertura di un dispensario annuale, considerando che la legge prevede solo dispensari stagionali?».
«Ai nostri occhi - concludono - il comportamento dell'amministrazione è, in questo caso, sconcertante, sconfortante ed avvilente. Per questo chiediamo la revoca della delibera del 29 novembre 2016 e l'interruzione dell'iter per il trasferimento della farmacia». (m.t.)
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