Sicurezza
Due ottantenni della montagna smascherano un finto carabiniere
Doppio tentativo di truffa andato a vuoto a Castelvecchio e a San Quirico e il malvivente si dà alla fuga Grazie alle campagne gli anziani ci cascano meno. I carabinieri: «Nel dubbio chiamateci sempre»
PESCIA. Due persone anziane residenti nella montagna pesciatina, una 84enne residente nella frazione di Castelvecchio e un 83enne residente a San Quirico, hanno segnalato ai carabinieri di avere subito nella mattinata di domenica un tentativo di truffa da parte di un individuo, presentatosi presso le loro abitazioni come appartenente all'Arma. Lo sconosciuto, benché fosse vestito con abiti civili calzava un berretto simile a quello d'ordinanza dei carabinieri con tanto di fiamma argentata e ha tentato in entrambi i casi di introdursi nelle abitazioni dei due anziani, con la scusa di chiedere informazioni sulle modalità di riscossione della pensione. Le potenziali vittime però non hanno aderito alla richiesta e hanno immediatamente informato il locale comando stazione. Al truffatore non è rimasto che fuggire precipitosamente su un’autovettura di colore bianco guidata da un complice.
Purtroppo i carabinieri non sono riusciti ad identificare il truffatore a differenza di quanto è recentemente avvenuto con altri due individui, che sempre secondo le stesse modalità e nella stessa zona hanno tentato di circuire altri anziani. Purtroppo continua ad accadere che anziani - fragili e più di altri facilmente isolabili - vengano presi di mira da malintenzionati, che si inventano di tutto pur di ottenere un facile lasciapassare all'interno dell’abitazione. Una falsa identità, come in questo caso o in quello di chi si spaccia per agente immobiliare o ancora per amico di un figlio in gravi difficoltà economiche o vittima di un incidente. Se ci sono dei dubbi circa l'identità del soggetto che bussa alla porta: non aprire, è questa la raccomandazione primaria delle forze dell'ordine; se poi i dubbi vengono in un secondo momento, non esitare a chiamare il 112 o il 113.
«Sono molte le persone che temono di far fare alla pattuglia un viaggio a vuoto - ha sottolineato il tenente colonnello Lino Addis - e allora si fanno degli scrupoli a chiamare. Stiano tranquilli e chiamino, l'importante è sentirsi sicuri, non finiremo mai di ripeterlo insieme ad una serie di raccomandazioni, anche semplici, come quella di prestare attenzione a strani movimenti nel territorio, soprattutto nelle comunità piccole, a facce o macchine che non abbiamo mai visto prima o a rumori sospetti, soprattutto di notte provenienti dalle case dei vicini. Alcune persone provano una sorta di imbarazzo e per questo finiscono per rischiare, non c'è motivo. I dubbi possono essere leggittimi, quindi nessuna remora a chiedere aiuto».
I carabinieri ricordano anche che molto attivo è il loro impegno sul territorio, con incontri periodici nei circoli o nelle parrocchie, volti a sensibilizzare la popolazione. Forse proprio in virtù di ciò, una progressiva consapevolezza si sta diffondendo tra la gente.
Maria Salerno
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