Il Tirreno

Montecatini

Da Pescia il grido di libertà contro la mafia

Francesca Maltagliati
Da Pescia il grido di libertà contro la mafia

Tanti studenti all’iniziativa diretta a sensibilizzare l’opinione pubblica contro il fenomeno dell’illegalità organizzata

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PESCIA. I ragazzi hanno i visi sbarbati, felpa e scarpe da ginnastica ai piedi. I capelli lunghissimi e sciolti le ragazze. Tutti chiacchierano fra di loro, nessuno stranamente guarda il cellulare. Sono in attesa, contenti probabilmente di aver saltato qualche ora di lezione. C'è anche qualcuno con un quaderno aperto davanti e una penna per prendere appunti. All'improvviso nella sala piena arriva il sindaco, con la fascia tricolore, e tutti inaspettatamente si alzano in piedi.


È cominciata così l'iniziativa per la Giornata Nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime mafiose svoltasi ieri all'Istituto Agrario di Pescia: con un inaspettato e rispettoso alzarsi di una platea di ragazzi di fronte alle istituzioni. A dimostrazione che le istituzioni hanno un valore profondo, radicato, riconosciuto. L'incontro, tenutosi poche ore prima anche all'istituto Marchi, è stato un modo per parlare di mafia e di legalità.

Presenti nei due istituti superiori pesciatini vari rappresentanti degli enti locali: i sindaci di Pescia, Ponte Buggianese e Uzzano, Oreste Giurlani, Pier Luigi Galligani e Riccardo Franchi, il vicesindaco di Uzzano Dino Cordio, alcuni esponenti delle forze dell'ordine. A parlare ai ragazzi è stata per prima la professoressa Laura Papini che ha raccontato della sua partecipazione ai campi di lavoro nei beni confiscati alla mafia.

«Quella che ho fatto - ha detto la professoressa Papini - è stata una bellissima esperienza all'interno della sede delle Cooperativa Lavoro e Non Solo che opera sui terreni e sulle proprietà confiscate a Totò Riina a Corleone. I campi di volontariato e lavoro sono aperti da giugno a ottobre e ospitano ogni anno migliaia di volontari, più o meno giovani, che vogliono contribuire a ridare dignità e opportunità a territori martoriati dalla piaga mafiosa. In questi campi e in queste proprietà operano tutto l'anno persone che devono scontrarsi con omertà e illegalità, convivendo anche con le minacce di chi non vuol vedere vincere la legalità».

Dopo il racconto di Laura Papini è stata la volta di Libero Palumbo dell'Associazione Gruppo Valdinievole, una realtà che si occupa del recupero di persone affette da dipendenze. «La nostra associazione ha la sua sede - ha raccontato Palumbo - all'interno di un bene confiscato a una famiglia che faceva parte del clan camorristico dei Nuvoletta. Siamo stati fra i primi a poter usufruire della famosa legge 109 del 1996 che ha permesso di concedere i beni confiscati alla mafia per usi sociali. Abbiamo realizzato un luogo in cui si restituisce la vita dove invece una volta si fabbricava la morte».

Nella stessa giornata anche i bambini della classe V della scuola primaria A. Bartolozzi di Uzzano hanno vissuto un'esperienza all'insegna della legalità, andando a visitare la Caserma dei Carabinieri di Pescia. Accompagnati dal maresciallo Massimiliano Massimi gli studenti hanno potuto visitare i vari locali della Caserma e parlare di legalità, bullismo, rispetto e cittadinanza.

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