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Terme, entro fine aprile il via alla vendita

Terme, entro fine aprile il via alla vendita

La Regione comunica i tempi per la dismissione, i sindacati chiedono garanzie occupazionali

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MONTECATINI. Garanzie occupazionali e percorso di vendita condiviso: è quanto i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiesto giovedì sera in un incontro avuto in Regione con gli assessori Federica Fratoni (termalismo) e Vittorio Bugli (bilancio).

Sul tavolo la dismissione delle tre terme pubbliche (Montecatini, Chianciano e Casciana) da parte della Regione. A Firenze sono stati comunicati (ed è la prima volta) i tempi di questo percorso: la manifestazione d'interesse sarà pubblicata entro fine aprile. Con questa la Regione spera di ottenere indicazioni più precise circa la reale volontà di taluni soggetti (che nelle scorse settimane hanno avanzato un primo timido approccio) di acquistare il patrimonio termale. Non solo, si cercherà anche di capire se gli imprenditori siano interessati al "pacchetto completo" oppure solo a una parte degli stabilimenti.

Dopodiché si passerà alla fase successiva: il vero e proprio bando di vendita, che nelle intenzioni di Firenze dovrebbe essere pronto per settembre.

I sindacati, si legge in una nota congiunta, «hanno sottolineato come sia pregiudiziale al percorso in atto che venga salvaguardato il patrimonio umano, con tanti lavoratori che in questi anni hanno fatto molti sacrifici, chiedendo che non vengano sprecate le tante risorse pubbliche che sono state investite per risanare e rilanciare l'attività termale toscana, investimenti i cui risultati positivi cominciano a manifestarsi».

Le stesse organizzazioni hanno anche chiesto «un confronto costante per tutte le fasi del percorso e che nei bandi di gara vengano inserite norme e clausole sociali per la tutela dei livelli occupazionali».

«L'incontro - dice Luisella Brotini, Filcams - è stato positivo. Ci hanno detto che l'obiettivo della manifestazione d'interesse è quella di sondare il mercato e che sono disposti a condividere con noi questi passaggi, ma noi abbiamo prima posto sul tavolo la questione occupazionale. E' chiaro che nella manifestazione d'interesse non potranno essere posti vincoli di alcun tipo, ma nella predisposizione del successivo bando una clausola a garanzia dei lavoratori sarebbe opportuna».

«La Regione - aggiunge Aniello Montuolo, Fisascat - ci ha confermato la necessità di procedere sulla strada della vendita delle Terme, così come imposto dal decreto Madia. Come Cisl abbiamo sottolineato la nostra preferenza per il mantenimento di una integrità aziendale e la contrarietà ad eventuali spezzatini nelle alienazioni». (mec)

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