Colpisce con un pugno al volto una ragazzina di dodici anni
Il protagonista dell’incredibile aggressione avvenuta in piazza del Popolo di fronte a numerosi testimoni è un uomo di 30 anni poi denunciato dalla Polizia
MONTECATINI. È sceso di bicicletta e all'improvviso ha colpito con un pugno in pieno viso una ragazzina di 12 anni che stava passeggiando in piazza del Popolo, lasciandola con il volto sanguinante. Un gesto tanto clamoroso quanto scellerato, compiuto in pieno giorno (erano circa le 16,30 di ieri) più o meno davanti all'hotel Plaza & Locanda Maggiore. L'uomo, che si è poi scoperto essere un trentenne di origine dominicana residente in città, ha agito incurante degli sguardi attoniti delle persone che a quell'ora si trovavano a passare per un luogo che senza errore si può definire il cuore di Montecatini. Alcuni testimoni, che si trovavano in piazza al momento del fatto, hanno raccontato che il giovane, dopo aver compiuto l'aggressione, ha urlato: «Tua madre non si deve mettere contro di me». Una "traccia" evidentemente raccontata anche agli agenti del commissariato che sono subito intervenuti e che ha consentito loro di rintracciare pochi minuti dopo il trentenne, nel frattempo tornato nella sua abitazione, che non ha opposto resistenza. In serata, quando ancora la ragazzina (la cui famiglia risiede a Montecatini) si trovava al pronto soccorso dell'ospedale di Pescia per accertamenti, dove era stata portata da un'ambulanza della Misericordia (ma non sarebbe in gravi condizioni), la dirigente del commissariato, vicequestore aggiunto Mara Ferasin, ha confermato che l'uomo conosce la famiglia della ragazza, i fratelli e la sorella, e probabilmente il gesto è dovuto a pregressi rancori ancora al vaglio degli inquirenti.
Piazza del Popolo torna pertanto al centro di fatti di cronaca non certo esemplari. Non più tardi di un paio di mesi fa si era verificata quella che a prima vista era parsa una rissa tra centroamericani, e che poi si era rivelata una rapina a tutti gli effetti. In quell'occasione un cubano di 42 anni era scivolato e due giovani (uno dei quali dominicano minorenne) erano intervenuti fingendo di aiutarlo ad alzarsi ma in realtà, con mosse rapide, gli avevano sottratto l'orologio e il portafogli. Ne era scaturita una colluttazione ed era stato anche divelto il coperchio in ghisa di un cestino dei rifiuti per colpire il cubano. La vittima era riuscita a recuperare l'orologio, mentre i due falsi “samaritani” si erano dati alla fuga con il portafogli.
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