Il Tirreno

Montecatini

abuso di mezzi di correzione

Maestra finisce sotto processo

Scosse un alunno sopra il cestino della carta: patteggia la pena

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MONTECATINI. Forse è stata l’esasperazione per la sua vivacità, forse uno scherzoso modo di richiamarlo all’ordine. Fatto sta che l’aver preso il suo piccolo alunno in braccio e averlo capovolto e scosso al di sopra del cestino delle cartacce – per svuotargli le tasche del grembiulino dalle manciate di spighe che ci aveva infilato dentro durante la ricreazione – l’ha portata davanti al giudice.

Un episodio, quello avvenuto il 20 marzo di due anni fa in una scuola materna della Valdinievole, che è costato alla giovane maestra un processo per abuso di mezzi di correzione. La donna, di cui non pubblichiamo il nome (così come non specifichiamo di quale scuola si tratta) per non rendere identificabile in alcun modo il bambino, ieri mattina, davanti al giudice monocratico Emanuela Francini, ha scelto la via del patteggiamento. Attraverso il suo avvocato Alessandro Nocetti ha concordato con il pubblico ministero Claudio Curreli la pena di un mese e 14 giorni di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 11.000 euro con il beneficio della sospensione condizionale, grazie anche all’attenuante di un risarcimento di 2.000 euro liquidato alla famiglia del bambino.

Come detto, l’episodio contestato risale a due anni fa. Dopo aver svuotato con quel metodo poco ortodosso le tasche del suo alunno, la maestra aveva poi invitato la classe a cantere la “canzone della vergogna” per punirlo per la sua marachella. Ed è stato a quel punto che il bambino si è messo a piangere. Continuando a farlo anche una volta a mensa. E quando era tornato a casa, dove aveva raccontato alla mamma quello che era successo.

Era un venerdì. Il lunedì successivo i genitori si erano presentati dalla responsabile della scuola, che aveva convocato la maestra. Che da subito, scusandosi, si era mostrata costernata per quella reazione imprevista. Ma la querela era partita ugualmente.

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