Sicurezza
Fusione tra Bcc e ViBanca, Uil all’attacco per i tagli
Il sindacato contesta la richiesta della riduzione degli stipendi anche ai dipendenti a fronte dei contributi erogati dal Fondo di garanzia costituito per le fusioni
MONTECATINI. «La Banca di credito cooperativo della Valdinievole riceve fondi per il sostegno agli istituti bancari e allo stesso tempo richiede la riduzione delle buste paga dei lavoratori. È un ricatto inaccettabile». È un duro attacco quello della Uilca (sigla della galassia sindacale Uil) alla "banchina" di Montecatini, proprio nel mezzo di un percorso di fusione (che potrebbe concludersi in estate) con il Credito cooperativo di San Pietro in Vincio, che ormai attende solo il via libera dalla Banca d'Italia. Dovrebbe essere infatti proprio ViBanca (o Banca di credito cooperativo di San Pietro in Vincio), nata nel 1910 e che oggi opera con 5 agenzie in provincia di Pistoia (la sede centrale è in località Pontelungo), l'istituto destinato a fondersi (per incorporazione) con la Bcc di Montecatini, dando vita a un’unica struttura da oltre 250 dipendenti.
Il processo di fusione di istituti della galassia del Credito cooperativo in Toscana va avanti da tempo, privilegiando di solito realtà a loro vicine. Per quanto riguarda la Bcc di Montecatini e della Valdinievole la scelta sembra dunque essere caduta su un’istituto di Pistoia. Ma per la Uilca ci sono alcune cose che non tornano. «Nelle Bcc toscane - si legge in una nota - si compiono decine di operazioni di fusione, realizzate a spron battuto per assicurare la continuità dell'operatività bancaria. Questo mette al sicuro i depositi dei risparmiatori, ma non i livelli occupazionali dei lavoratori, vere vittime del processo di ristrutturazione del settore bancario».
«Alla Bcc Valdinievole e alla Bcc di San Pietro in Vincio - prosegue, entrando nello specifico - arrivano soldi dal Fondo temporaneo Bcc a sostegno delle banche, e come condizione necessaria al salvataggio viene richiesta una riduzione delle buste paga degli impiegati».
Il Fondo di garanzia temporaneo in effetti è stato creato per favorire le sinergie e le fusioni tra le banche, e in questo quadro richiede anche sacrifici da parte dei dipendenti e dei funzionari.
Da informazioni assunte, però, non sarebbero solo i dipendenti a rimetterci (per periodi limitati) una parte degli stipendi, ma anche i livelli superiori (direttori e funzionari), per periodi di tempo tra l’altro più lunghi. La Uilca però non ci sta e si è opposta denunciando quello che definisce «il ricatto messo in atto dalle aziende». Per il sindacato, «è importante mettere in sicurezza le due banche ma questo non può avvenire a spese dei lavoratori».
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