Proteste
Smarrisce il portafoglio e simula una rapina
BUGGIANO. Il timore di "confessare" alla famiglia lo smarrimento del portafogli costa una denuncia da parte dei carabinieri a un giovane uzzanese. L’operaio ventottenne, incensurato, la sera dello...
BUGGIANO. Il timore di "confessare" alla famiglia lo smarrimento del portafogli costa una denuncia da parte dei carabinieri a un giovane uzzanese. L’operaio ventottenne, incensurato, la sera dello scorso 16 febbraio si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale di Pescia lamentando una ferita alla testa e un trauma al braccio sinistro causati a suo dire, da una rapina in cui si era ritrovato, suo malgrado, protagonista. I medici lo avevano visitato e gli avevano prescritto una prognosi di cinque giorni, dopodiché il ragazzo era andato a raccontare tutta la vicenda anche ai carabinieri della stazione di Pescia. Il giovane aveva detto di aver subìto una violenta rapina a opera di due sconosciuti col volto parzialmente nascosto dalla visiera dei cappellini. Secondo il racconto della stessa vittima, l'aggressione sarebbe avvenuta a Buggiano, mentre era intento a telefonare con il suo smartphone, vicino alla propria autovettura parcheggiata all'incrocio di via Caduti di tutte le guerre e via Acquavivola. Sempre stando alle parole del ventottenne, sarebbe stato immobilizzato dai due rapinatori dopo essere stato colpito varie volte con pugni alla testa e al torace. Quindi i due malfattori si sarebbero allontanati a bordo di un'auto, dopo avergli rubato il portafogli con documenti e circa 300 euro in contanti. Il racconto dei fatti non ha convinto i militari, tanto più che i medici che avevano visitato il giovane si erano subito resi conto che la ferita alla testa altro non era che una piccola lesione con ogni probabilità procuratasi prima che si fosse svolta la presunta rapina e che il dolore che sentiva alla spalla e al braccio derivava da un problema non riscontrato dai sanitari. I carabinieri pesciatini, insieme ai colleghi di Buggiano, dopo una serie di accertamenti hanno appurato la non veridicità del racconto del ragazzo, che alla fine, messo alle strette, ha ammesso di aver simulato la rapina per giustificare con i suoi familiari lo smarrimento del portafoglio, e che è stato conseguentemente denunciato per simulazione di reato. (d.m.)
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