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Tassa di bonifica troppo alta, la legge regionale va cambiata

Martina Trivigno
Alcuni cittadini protestano nella sede del Consorzio a Ponte Buggianese (Foto Nucci)
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Alcuni cittadini protestano nella sede del Consorzio a Ponte Buggianese (Foto Nucci)

È la proposta del sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani, che chiede di ridurre a due le unità idrografiche omogenee del Consorzio 4 Basso Valdarno

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PONTE BUGGIANESE. Non si placa il malumore dei cittadini della Valdinievole nei confronti del Consorzio di bonifica 4 del Basso Valdarno. Li avevamo ascoltati venerdì, in coda davanti alla sede di via della Libertà, a Ponte Buggianese, dove si erano riuniti per avere chiarimenti. Che, però, non sono stati sufficienti a dare un’adeguata motivazione a quelle tariffe salite alle stelle, talvolta con aumenti pari al 100%. Qualcuno ci ha detto che si sarebbe rivolto al difensore civico; altri, invece, hanno espresso la possibilità di muoversi, come tutela collettiva, con una class action.

Negli ultimi giorni, sono stati tanti gli interventi che si sono susseguiti. E adesso a parlare è Pier Luigi Galligani, primo cittadino di Ponte Buggianese e consigliere del Consorzio. Che avanza due proposte: da una parte modificare la legge regionale che ha istituito l'aggregazione dei Consorzi; dall'altra suddividere l'area vasta in tre, o anche due, U.i.o (Unità idrografiche omogenee) anziché in quattro, come stabilito dal nuovo Piano di classifica degli immobili, approvato a maggioranza l'11 luglio scorso, con i soli voti contrari di Galligani, Daniele Bettarini, ex sindaco di Buggiano e del vicepresidente Maurizio Ventavoli. Come conseguenza, il territorio del Basso Valdarno è stato suddiviso in quattro U.i.o, rappresentate dall'area pisana, dalle colline della Valdera, dalla zona di Egola e Montalbano e dalla Valdinievole.

«Devo amaramente registrare - scrive in una nota Galligani - che l'aumento della tassa di bonifica è specialmente penalizzante per la Valdinievole, come era stato profetizzato da tempo. Come dimostrato dai fatti, non si è trattato di aumenti lievi, corrispondenti al "prezzo di una pizza", come era stato detto».

«A poco è valsa la nostra tenace opposizione verso lo strapotere del "direttorio"del Consorzio Basso Valdarno - prosegue - credo, però, che si possa essere ancora in tempo per correggere queste "storture", se si intensifica la condivisione verso soluzioni più eque e più equilibrate per consentire una migliore perequazione degli importi senza danneggiare la potenzialità degli investimenti. Così come una modifica puntuale dei "criteri regionali" potrebbe concorrere a tale finalità. Altrimenti non si comprende come i risparmi di sistema derivanti dall'accorpamento dei Consorzi debbano portare a queste salassate in capo ai cittadini, anziché ad una maggiore capacità di intervento».

Anche l'assessore all'ambiente di Ponte Buggianese, Simone Tesi, si associa alle parole di Galligani. «La tassa - scrive - è iniqua, penalizzante e nemmeno giustificata dagli interventi messi in campo. Alla luce dei fatti, è giunto il momento di procedere ad una nuova ridistribuzione tariffaria per un maggiore equilibrio su tutto il territorio del Basso Valdarno, senza venir meno agli interventi necessari per la messa in sicurezza idraulica».

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