Sicurezza
Il mondo dell’ippica rivive un incubo «Un colpo durissimo»
Baldi: per portar via un cavallo da corsa servono dei basisti Per il driver Edoardo Moni il clima di paura è crescente
MONTECATINI. Torna alla mente un clamoroso episodio di 42 anni fa dopo che Unicka e Vampire Dany sono spariti dalla scuderia Wave di Staffoli, intorno alle 5 di martedì.
La Montecatini dell'ippica è triste oggi come allora. 15 agosto 1975: Wayne Eden viene rapito dal suo box all'interno dell'ippodromo Sesana nella notte del trionfo, poco prima insieme al suo driver Anselmo Fontanesi aveva stravinto il Gran Premio di Ferragosto. Fu ritrovato vivo 23 giorni dopo,legato a un olivo nella campagne di Montescudaio (Livorno), il custode era un pastore sardo cinquantenne. Si parlò di riscatto: 100, 50, chi disse 12 milioni. Non è mai stato chiarito.
Erano anni di rapimenti, quelli: uomini, animali, cavalli. «A quel tempo ero giovane e facevo il guidatore - dice Gabriele Baldi, il presidente montecatinese del sindacato italiano allenatori guidatori - ma è chiaro che il furto avvenne perché c'era un basista, qualcuno che conosceva il nostro ippodromo. Penso che il caso della scuderia di Giovanna e Gianluca Lami sia piuttosto simile: secondo me è coinvolta una persona molto vicina alla proprietà, altrimenti è complicato sapere qual'è il cavallo e qual'è il suo box. Una persona pratica di cavalli, che sapeva come agire e come portare l'animale attraverso il bosco. C'è grande rammarico, hanno preso due pezzi da 90: Unicka, invidiato in tutta Europa, Vampire Dany, in grande ascesa. Hanno colpito un imprenditore che ha lavorato bene, ha speso soldi e ha vinto molte gare importanti».
Un duro colpo per un settore già in sofferenza, ferito, osteggiato, ma non ancora morto. La notizia è arrivata anche alla Camera, oggetto di un intervento del deputato Pd Edoardo Fanucci, che in sulky spesso si diletta. «Rapire Unicka e Vampire Dany vuol dire voler colpire a morte tutta la filiera ippica, un settore che, grazie a questi cavalli, aveva ritrovato speranza e fiducia - ha sottolineato Fanucci - significa portare via un patrimonio italiano, che come ogni grande campione appartiene a tutti. Chiunque abbia pianificato e compiuto questo atto criminale ha ferito il nostro orgoglio nazionale sfregiandone l'immagine, non esiste ristoro o soluzione».
Un valore da montepremi di oltre 1 milione di euro per la cavalla di 4 anni, dalla criniera e dalla coda bionde, erede di Varenne (è suo nipote) il maschio di 3 anni, che ha vinto in carriera circa 130.000 euro. Testimonial e vanto dell'ippica italiana scomparsi in una notte di pioggia battente.
«Il modus operandi fa pensare che qualcuno fosse a conoscenza del posto, altrimenti sarebbe stata un'operazione ancora più rischiosa - sostiene il driver Edoardo Moni, termale doc - questa è una brutta storia, purtroppo non nuova: anche nella mia scuderia sono avvenuti dei furti di finimenti e sulky appena acquistati, proteggevo un altro campione come Probo Op, ma stai sempre con la paura nonostante allarmi e telecamere. Il settore è da tempo in crisi, e vedere un imprenditore che investe colpito in questo modo fa sentire derubati tutti noi. Questo è l'apice del decadimento di un movimento una volta fiorente».
Luca Signorini
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