Il Tirreno

Montecatini

Tormentata per sei anni: stop allo stalker

di Massimo Donati
Tormentata per sei anni: stop allo stalker

Dopo la denuncia alla polizia scatta la misura cautelare: in casa l’operaio aveva decine di ritratti della ragazza dipinti da lui

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MONTECATINI. Quello più grande lo teneva sul comodino, accanto al letto. Così da poter accarezzare e baciare quel volto da lui dipinto ad acquerello tutte le sere, prima di addormentarsi. Un volto diventato un’ossessione. Ritratto decine di volte, in tutte le espressioni, in tutte le dimensioni. Quadri con cui aveva tappezzato la casa. Quella in cui si era trasferito proprio per farne il nido d’amore in cui portare quella giovane donna conosciuta a scuola di ballo. Che di lui non ne ha mai voluto mai sapere nulla, ma a cui, nell’arco di sei anni, ha inviato migliaia di messaggi e di email, di dichiarazioni e di minacce. Diventando il suo incubo. Stravolgendone la vita. Costringendola a vivere nella paura. A causa di un amore che amore non è.

A restituire un po’ di tranquillità alla ragazza sono stati i poliziotti della Divisione anticrimine della questura di Pistoia. Che ieri all’alba hanno bussato alla porta di casa del 37enne operaio accusato di stalking. Francese di origine e da tempo residente in Valdinievole, gli hanno notificato la misura cautelare disposta nei suoi confronti dal gip del tribunale: non si potrà avvicinare a meno di 500 metri dalla vittima delle sue persecuzioni e da tutti i luoghi da lei frequentati, e non potrà comunicare con lei in alcun modo. Pena, se sorpreso in flagrante a violare il divieto, l’arresto immediato. O, in caso di ulteriore denuncia, l’aggravamento della misura: domiciliari o carcere.

Un’eventualità assai probabile, visto che l’uomo (non scriviamo le generalità per non rendere identificabile la vittima delle sue morbose attenzioni) solo per poche settimane aveva rispettato le prescrizioni dell’ammonimento ufficiale che, per le stesse ragioni, il questore gli aveva notificato il 22 gennaio 2016, pochi giorni dopo che la ragazza, pistoiese, ormai risucchiata in un vortice di ansia e di paura, aveva trovato il coraggio per bussare alla porta della questura e denunciare il suo stalker.

Raccontando quello che, ieri mattina, poche ore dopo la notifica della misura cautelare, ha illustrato il capo dell’Anticrimine di Pistoia, il primo dirigente Giuseppe Ditta, per invitare le donne, alla vigilia dell’8 marzo, a denunciare, sempre, il prima possibile, prima che sia tardi.

Una storia, quella di cui è vittima l’oggi trentenne ragazza pistoiese, che inizia nel 2011. Quando decide di frequentare un corso di ballo in Valdinievole. Frequentato anche dall’operaio francese, che si invaghisce di lei e che lei respinge fin dal primo tentativo di approccio. Non riuscendo però a scoraggiarlo. Lui non conosce neppure dove lei abita, ma attraverso i comuni amici della scuola di danza viene a sapere il suo numero di cellulare e la sua email. Ed inizia a tempestarla di messaggi. Centinaia, migliaia. Anche sul suo profilo Facebook, prima di esserne escluso. È a quel punto che comincia a tormentare gli amici della ragazza, e anche il fidanzato. Postando anche le foto dei ritratti da lui dipinti, e anche inquietanti video del nido d’amore preparato per l’oggetto del suo morboso amore. Dove, come scrive in alcuni messaggi, riuscirà a portare la ragazza, in un modo nell’altro. Messaggi, insomma, in cui le minacce di morte si mischiano sempre più alle promesse di amore eterno. Facendo sprofondare la ragazza nella disperazione, tanta da costringerla a d andare in cura da una psichiatra. Che l’aiuta a compiere il passo decisivo, quello di denunciare.

«Questa mattina – spiega il dirigente dell’Anticrimine – saputo del provvedimento, è venuta a ringraziarci. Nei suoi occhi, il terrore aveva lasciato spazio alla speranza di poter tornare a una vita normale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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