La manifestazione
«Chiesina c’è» si trasforma in un comitato di cittadini
Giovedì 16 marzo il primo incontro pubblico del gruppo nato su Facebook «Siamo apartitici e trasversali vogliamo solo migliorare il nostro territorio»
PESCIA. Da gruppo Facebook a comitato cittadino. Quelli di «Chiesina c'è» dimostrano di voler fare sul serio. Nati spontaneamente su un social network per affrontare il tema della sicurezza cittadina, dopo un brutto fatto di cronaca che ha colpito la loro piccola comunità lo scorso mese di ottobre - la rissa nella pizzeria conclusasi con l'aggressione fisica e verbale alla titolare - sono scesi in piazza a manifestare, hanno cercato il confronto con le istituzioni, hanno denunciato il loro disagio sulla stampa. Adesso si sono dati pure un'identità fuori dal web, quella di comitato per sensibilizzare e dialogare con le istituzioni sulle problematiche legate in primis alla sicurezza di Chiesina Uzzanese, ma non solo. Tra gli obiettivi del neo costituendo comitato, c'è infatti quello di portare avanti delle proposte concrete legate alla valorizzazione e promozione del territorio.
Ne fanno parte Cristina Pagni (presidente), Myriam Battaglini (vicepresidente), Massimo Magrini (segretario), Bruno Magrini (tesoriere) e Massimo Di Stefano (consigliere). Tutti i cittadini possono fare parte del comitato e partecipare alle riunioni dello stesso, previo tesseramento. Chi desidera informazioni può scrivere una email all'indirizzo chiesina.ce@libero.it.
Intanto, il comitato si presenterà alla cittadinanza giovedì 16 marzo alle 21.30 in un incontro pubblico, che sarà ospitato al centro civico "Il fiore" in via 25 Aprile. Scopo dell'incontro: la discussione e il confronto sul "progetto sicurezza", vale a dire una serie di proposte elaborate dallo stesso comitato per contrastare i fenomeni della microcriminalità nonché per migliorare la vivibilità di Chiesina Uzzanese.
Le proposte vanno dal controllo del vicinato al divieto del porta a porta a chi non è provvisto di apposito tesserino rilasciato dal Comune. Ma anche l'esplicitazione da parte della pattuglia del 112 delle tempistiche d'arrivo, così come già avviene in altri comuni, l'assistenza psicologica per chi ha subito un furto e l'organizzazione (anche a pagamento) di corsi di autodifesa.
Alla riunione sono invitati tutti, dal sindaco Marco Borgioli al prefetto, dalle forze dell'ordine alle associazioni e le forze politiche presenti sul territorio e naturalmente i cittadini. «Siamo stati accusati di volere cavalcare questo problema sicurezza per scendere in politica - ha dichiarato Bruno Magrini, uno dei membri del neo comitato - di volere in qualche modo strumentalizzare il disagio che abbiamo denunciato. Nulla di più distante dalla realtà. Noi siamo apartitici e trasversali, ogni contributo è ben accetto purché finalizzato a migliorare la vivibilità del nostro territorio». Giovedì 16 il primo incontro per capire il successo o meno dell’iniziativa.
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